Quando le notizie satiriche diventano casi di disinformazione - Facta
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Quando le notizie satiriche diventano casi di disinformazione

Per chiudere con un sorriso il 2021, abbiamo deciso di dedicare un articolo alle notizie satiriche verificate dalla redazione di Facta nel corso dell’anno. Dal «Comune di Bugliano» che con i suoi post Facebook semina spesso il panico tra quanti sono inconsapevoli dell’origine puramente ironica dei contenuti, ai racconti divertenti (ma falsi) che fanno da contorno a vicende bizzarre accadute realmente, fino a pandemia e politica: le notizie satiriche si possono trovare ovunque e, se nella maggior parte dei casi fanno solamente ridere, in altre occasioni diventano uno strumento di disinformazione.

Succede infatti che le notizie satiriche vengano mal interpretate da alcuni utenti dei social network che, non conoscendone l’origine o non cogliendone i riferimenti, cadono in errore e le condividono come notizie reali, contribuendo direttamente alla diffusione di informazioni scorrette o distorte. D’altra parte, la satira viene talvolta utilizzata da chi diffonde disinformazione con l’intenzione di condividere notizie fraintendibili e che possono causare dei danni all’informazione corretta.

Ma come mai anche la satira può essere uno strumento di disinformazione? Scopriamo meglio perché accade, e vediamo poi brevemente le principali notizie satiriche di cui Facta si è occupata quest’anno. 

La satira come forma di disinformazione

La satira può diventare a volte un vero e proprio problema per chi, come Facta, si occupa di contrasto alla disinformazione: come ricostruito dai colleghi di First Draft, talvolta viene «utilizzata strategicamente per aggirare i fact-checker e per diffondere voci e cospirazioni» da malintenzionati consapevoli che qualsiasi critica mossa nei confronti dei contenuti può essere respinta sostenendo che non erano stati pensati per essere presi sul serio. 

La satira è potente e pericolosa soprattutto sui social network, dove è chiara e contestualizzata per gli utenti che ci si imbattono per primi, ma che rischia di perdere il proprio senso quanto più viene ricondivisa. 

Per capire la facilità con cui un contenuto satirico viene decontestualizzato sui social network, facciamo un passo indietro e spostiamoci su un altro medium, una classica rivista cartacea: se osserviamo lì una vignetta e ciò che la circonda, è immediato e chiaro capire in quale sezione del giornale ci troviamo e che si tratta di un contenuto dal tono leggero. Sui social network questo contesto spesso manca e ciò accade perché le euristiche – ovvero le scorciatoie mentali che permettono di farci un’idea su una data cosa molto velocemente – tendono a venire meno. La stessa vignetta presente sulla rivista, se vista sulla propria home Facebook o come story su Instagram non è detto venga contestualizzata dall’utente come contenuto satirico in modo così automatico e spontaneo come accadrebbe per un lettore all’interno di una pagina stampata. 

Ma come fare, dunque, per non cadere in errore? Sicuramente smettere di apprezzare i contenuti satirici non è la risposta. Dobbiamo invece imparare a convivere al meglio con tutti i contenuti presenti in Rete (in questo articolo fornivamo qualche consiglio utile). In generale, una buona abitudine per un utilizzo sano dei social network è quella di non fermarsi mai alla prima impressione, domandarsi sempre da dove proviene un contenuto, per quale finalità è nato e come è arrivato fino a noi. Insomma, cercare di stimolare sempre il proprio senso critico.

Un grande classico: il Comune di Bugliano

Tra le realtà satiriche più conosciute all’interno del panorama social italiano c’è il «Comune di Bugliano», pagina particolarmente attiva su Facebook e che pubblica esclusivamente contenuti satirici. Molti lettori già sapranno di che pagina si tratta: coloro che invece non lo sanno, insieme a molti utenti social, potrebbero rischiare di cadere in errore e considerare reali i contenuti pubblicati. Nulla di cui preoccuparsi, credere alle notizie false è umano ed è ancora più facile cascarci se i contenuti sono verosimili, come spesso accade per quelli satirici.

Il comune di Bugliano in realtà non esiste. In Italia c’è solo una località denominata Bugliano all’interno del comune di Barga (in provincia di Lucca, Toscana), ma si tratta di una piccola frazione e non di un comune a sé e, soprattutto, non ha nulla a che fare con le ironiche (e false) notizie pubblicate dalla pagina. Ma quali contenuti vengono pubblicati?

Su Facta nel corso del 2021 abbiamo verificato un post Facebook di dicembre in cui si sosteneva che nel comune ci fosse una scuola che, con un’apposita circolare, aveva vietato le decorazioni natalizie per non offendere chi non celebra il Natale. La circolare era in realtà falsa, non esistendo né il comune di Bugliano né la presunta scuola coinvolta, e nata per rispondere con satira alle polemiche di qualche giorno prima che riguardavano l’Unione europea e il presunto divieto di utilizzare il termine “Natale”. Proprio la vicinanza ad un tema realmente appartenuto al dibattito pubblico italiano ha fatto sì che numerosi utenti considerassero reale la circolare e il suo contenuto. 

Durante l’anno ci siamo poi imbattuti in almeno un altro caso collegabile alla pagina satirica e, ancora una volta, vicino a un evento di attualità. Stando alla notizia, a giugno 2021 il sindaco di Roma Virginia Raggi aveva inaugurato una targa stradale che riportava degli errori: invece di «via Che Guevara» si leggeva «via C’è Ghevara». Nulla di vero: la notizia era satirica e faceva ironico riferimento ad un episodio realmente avvenuto qualche giorno prima, quando a Roma era stata dedicata una targa alll’ex presidente della Repubblica (deceduto nel 2016) Carlo «Azelio» Ciampi, invece di Azeglio.

Questi non sono gli unici casi in cui un post pubblicato dalla pagina Comune di Bugliano ha avuto successo ed è diventato, suo malgrado, strumento di disinformazione. In passato abbiamo verificato altre notizie e toccato diversi temi, tutti in un modo o nell’altro vicini al dibattito pubblico italiano: occhiali da sole e mascherine, rimozione di crocifissi, vaccinazione e bambini.

Gaffe televisive… simulate

Se nel 2021 imbattendoci nei post del «Comune di Bugliano» non ci siamo trovati di fronte ad una novità, lo è stato invece un altro caso: a settembre abbiamo verificato un filmato apparentemente estrapolato da una trasmissione televisiva che mostrava un ospite in collegamento dalla propria abitazione parlare della pandemia. Durante l’intervento l’uomo sembrava essere stato più volte interrotto da una voce fuori campo che gridava «è pronto!», invitandolo quindi a recarsi a mangiare. Secondo alcuni utenti che hanno condiviso il filmato sui social la scena si sarebbe verificata durante il programma “Coffee Break”, trasmesso su La7.

In realtà il contenuto era satirico e circolato senza la contestualizzazione necessaria per comprenderne il senso. La scena infatti non si è svolta durante una puntata di “Coffee Break”, né di nessun’altra trasmissione televisiva. 

Il filmato è stato pubblicato il 17 settembre 2021 da un account Instagram dedicato a contenuti satirici ed è frutto di un montaggio video: l’intervistato non è altro che l’autore del filmato, che ha impersonificato l’ospite interrotto dalla voce fuori campo e inserito il suo video al posto del reale intervento andato in onda. Nel filmato originale trasmesso da La7 la persona intervistata era il giornalista Federico Rampini (dal minuto 01:58), che non è stato interrotto.

Un caso di disinformazione simile l’abbiamo incontrato a febbraio, con protagonista il leader della Lega Matteo Salvini. Il filmato diventato al tempo virale mostrava l’ex ministro dell’Interno intervistato dalla giornalista Lilli Gruber che lo incalzava circa le sue assenze da ministro. Stando al video, la risposta di Salvini sarebbe stata una vera e propria scena muta. In realtà, l’esitazione di Salvini è il frutto di un abile montaggio video che era stato 

confezionato dalla redazione di Propaganda Live (La7) e presentato come un contenuto puramente satirico.

Ironia social su eventi reali, ma bizzarri

In alcune occasioni i social network funzionano come grandi bar virtuali, dove chiacchiere e battute di vario genere vengono portate all’attenzione dei presenti che però non sempre riescono a comprendere fino a dove si spinge la realtà e dove invece comincia la fantasia. Succede ad esempio che sui social si parli molto di vicende reali di per sé già particolarmente bizzarre, finendo per creare una serie di contenuti ironici sul tema.

Facciamo un esempio: a settembre 2021 diversi quotidiani italiani hanno riportato la notizia del furto di un Gratta e vinci vincente presso una tabaccheria di Napoli. Il tabaccaio era accusato di aver rubato la vincita ad una donna e di essere poi fuggito a bordo di uno scooter; solo successivamente è stato bloccato dalle forze dell’ordine e arrestato. 

Sulla vicenda, di per sé già simile – per quanto reale – al contenuto di una barzelletta, si è scatenato il web. Ci siamo imbattuti in una notizia satirica che riprendeva in modo molto verosimile la grafica delle notizie pubblicate online dall’agenzia Ansa e recitava «ULTIM’ORA: È sparito con il gratta e vinci il poliziotto che era riuscito a fermare il tabaccaio di Napoli in aeroporto», alludendo quindi ad un ulteriore furto del Gratta e vinci. O, ancora, abbiamo verificato un tweet che, stando a chi l’ha pubblicato, riportava le parole della vincitrice che si sarebbe resa conto del furto quando il tabaccaio, al quale si era rivolta per avere conferma della vincita, «è uscito dicendo: “vado a comprare le sigarette”». Anche in questo caso, solo ironia e nulla di vero.

Tra pandemia e satira

Nel 2021 non sono mancati neppure i contenuti ironici a tema pandemia. Abbiamo verificato notizie in cui si sosteneva che Bill Gates avesse chiesto il ritiro di tutti i vaccini anti-Covid perché prodotti per errore e potenzialmente dannosi. Nulla di vero, la notizia era stata diffusa con un intento satirico, precisato dalla testata solo dopo la pubblicazione dell’articolo, che ha quindi finito per trarre in inganno molti utenti. 

Ma non solo. Abbiamo anche verificato notizie ironiche in cui si sosteneva che l’iPhone 13 – nuova versione dei famosi telefoni cellulari prodotti da Apple – chiedesse «agli utenti di confermare lo stato della propria vaccinazione prima di sbloccare lo schermo», dal momento che l’amministratore delegato Tim Cook voleva impegnarsi per fare la propria parte e tenere i «prodotti lontano dalle mani dei sporchi non vaccinati». Anche in questo caso, il contenuto è puramente satirico ed era stato originariamente pubblicato da un sito umoristico, noto anche perché i contenuti sono spesso volutamente utilizzati per veicolare disinformazione. 

O ancora: secondo alcuni utenti social a fine agosto Pfizer stava producendo un antidoto per il suo stesso vaccino. In questo caso la notizia satirica è scientificamente infondata, dal momento che non solo l’annuncio di un prodotto farmaceutico in grado di annullare gli effetti della vaccinazione non è mai stata riportata da alcun mezzo di informazione, ma anche perché l’idea di “resettare” gli effetti della vaccinazione non sarebbe tecnicamente realizzabile. L’origine era, ancora una volta, un sito di contenuti per lo più satirici. Infine, continuando a parlare di Pfizer, abbiamo anche verificato la notizia secondo cui si starebbe pensando ad un richiamo settimanale del vaccino: anche in questo caso si trattava di satira.

Politica e dibattito pubblico

Infine, non rimangono esclusi dai contenuti satirici i personaggi pubblici o i temi che hanno segnato in modo particolare il dibattito pubblico italiano. Facciamo qualche esempio.

A febbraio 2021 sui social è diventata virale una storia che vedeva protagonista il celebre presentatore televisivo e conduttore radiofonico Gerry Scotti e l’allora premier incaricato con riserva Mario Draghi. Stando alla narrazione, Scotti avrebbe incontrato il Draghi bambino fuori da un negozio, triste di dover finire i compiti e con delle difficoltà a fare gli esercizi di matematica: «a quel punto Gerry porgendogli un biscotto disse “Se te ne do un altro quanti ne avrai?”. E il bimbo: “Due?”. E Gerry: “Esatto. Ora conosci le addizioni”. Quel bimbo era Mario Draghi». La storia quindi identificherebbe in Gerry Scotti la persona responsabile di aver insegnato la matematica a Mario Draghi. Nulla di vero, il racconto era stato pubblicato da un utente su Twitter e ripreso da numerose pagine di meme con intenti satirici. Tra l’altro, Gerry Scotti ha 9 anni in meno rispetto a Draghi e non poteva quindi essere un adulto nel momento in cui il premier era un bambino.

Continuando a parlare di politica, nel corso del 2021 le notizie satiriche hanno riguardato anche alcuni sondaggi: in casi di questo tipo, spesso accade che la somma delle diverse percentuali porti ad un numero maggiore di cento, chiaro indice di un errore di calcolo e di scarsa affidabilità.

Infine, ampliando il nostro discorso e toccando un tema che ha fatto parlare di sé nel nostro Paese, concludiamo la nostra rassegna con una notizia satirica che riguarda Lego, celebre azienda danese di giocattoli. Che legame c’è con l’attualità? Ve lo spieghiamo subito: stando ad alcuni utenti social, Lego avrebbe prodotto dei mattoncini senza genere, cioè senza i connettori maschio/femmina utili ad attaccare i mattoncini tra loro. La decisione sarebbe stata presa come segno di vicinanza e sostegno nei confronti delle comunità Lgbtqi+, argomento di cui spesso si è parlato nel 2021. La falsa (e ironica) notizia era stata pubblicata, anche in questo caso, da un sito satirico ed è stata smentita dai responsabili della comunicazione dell’azienda.

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