Il Ceo di Pfizer non spera di ridurre «la popolazione mondiale del 50 per cento entro il 2023» - Facta
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Il Ceo di Pfizer non spera di ridurre «la popolazione mondiale del 50 per cento entro il 2023»

Il 28 maggio 2022 su Facebook è stato pubblicato un post in cui si legge che il Ceo della casa farmaceutica statunitense Pfizer, Albert Bourla, a Davos avrebbe detto «quando ci riunimmo in California, nel gennaio del 2019, per stabilire il piano d’azione di Pfizer per i successivi 5 anni, uno dei nostri sogni era la riduzione della popolazione mondiale del 50 per cento entro il 2023. Io credo che oggi, questo sogno, sia divenuto realtà». Il post è accompagnato da un video della durata di 38 secondi che sembra mostrare Burla pronunciare questa frase.

Si tratta di una notizia falsa, veicolata da un video manipolato.

Lo scorso 25 maggio, Bourla è stato intervistato dal presidente esecutivo del World economic forum, Klaus Schwab, durante l’annuale incontro organizzato dal Wef a Davos, in Svizzera. Il video dell’intera intervista è disponibili qui, nel canale ufficiale Youtube del Wef. 

Al minuto 2:32 del filmato originale, il Ceo di Pfizer ha dichiarato: «Penso che sia davvero la realizzazione di un sogno che avevamo insieme al mio gruppo dirigente quando abbiamo iniziato nel 2019, la prima settimana che ci siamo incontrati nel gennaio del 2019 in California per stabilire gli obiettivi per il prossimi cinque anni. E uno di questi era che entro il 2023 ridurremo del 50 per cento il numero di persone nel mondo che non possono permettersi le nostre medicine. Penso che oggi questo sogno stia diventando realtà».

Nel filmato manipolato oggetto di analisi è stata dunque tagliata la parte della frase «che non possono permettersi le nostre medicine», facendo credere che Bourla abbia detto che uno dei suoi sogni fosse «la riduzione della popolazione mondiale del 50 per cento entro il 2023». Come è evidente osservando il filmato nella sua versione integrale, questo non è vero. Bourla ha invece parlato dell’obiettivo di ridurre del 50 per cento entro il 2023 il numero di persone nel mondo che non possono curarsi con i medicinali prodotti dall’azienda. 

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