Il video di un orso che insegue una donna sulla neve è falso - Facta
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Il video di un orso che insegue una donna sulla neve è falso

Il 1°ottobre 2023 è stato pubblicato un video su TikTok che mostra una snowboardista riprendersi con la videocamera durante una discesa sulla neve. Al minuto 00:36 del filmato dietro di lei sembra comparire all’improvviso la figura di un orso che la insegue per qualche secondo, per poi sparire. La snowboardista continua la sua discesa canticchiando, ignara della presenza dell’animale.

Nel filmato compare in sovraimpressione un testo in cui si legge: «Una donna in snowboard è stata inseguita da un orso e non lo sapeva perché stava cantando “work” di Rihanna …probabilmente questo le ha salvato la vita!». Un contenuto simile è stato pubblicato anche su Facebook. 

Si tratta di un video modificato, che veicola una notizia falsa.

Il filmato è stato pubblicato originariamente l’11 aprile 2016 su YouTube. Nella descrizione che accompagna il filmato si legge che la scena sarebbe reale e che sarebbe stata registrata in Giappone dalla stessa snowboardista il 10 aprile 2016. Nella didascalia compare anche un messaggio in cui si rimanda all’indirizzo internet «www.thewoolshedcompany.com/virals» (attualmente la pagina risulta essere non disponibile) per ulteriori informazioni.   

Woolshed Company è una società indipendente australiana che produce documentari, contenuti pubblicitari e video virali. Il 12 luglio 2016, quindi tre mesi dopo la pubblicazione del video dell’orso che insegue la donna sulla neve, la Woolshed Company aveva comunicato che il filmato in questione non mostrava una scena accaduta realmente e che l’orso era stato riprodotto digitalmente. La scena con la donna che sciava, inoltre, non era stata registrata in Giappone, ma in un impianto sciistico nello Stato di Victoria, in Australia. La società australiana aveva spiegato infatti di aver diffuso online otto video falsi, compreso quello dell’orso, come parte di un esperimento sociale della durata di due anni volto a esplorare il fenomeno dei video virali. 

Come riportato all’epoca dal Guardian, in questi due anni gli otto video falsi della Woolshed Company erano stati visti in 180 Paesi, raggiungendo più di 205 milioni di visualizzazioni, ed erano stati creduti reali e trasmessi da diverse emittenti televisive australiane e internazionali.

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