No, il governo italiano non ha erogato «50 milioni alle Ong» - Facta
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No, il governo italiano non ha erogato «50 milioni alle Ong»

Il 25 novembre la redazione di Facta ha ricevuto una segnalazione via WhatsApp che chiedeva di verificare le informazioni contenute in un post pubblicato il 20 novembre su Facebook. Il post oggetto della nostra verifica consiste in un video presentato tra due bande verdi, recanti un testo in giallo che recita: «Follia Pd-5 Stelle: Italia in ginocchio, il governo eroga 50 milioni alle Ong».

Il video mostra un intervento del deputato di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro Delle Vedove in Commissione Esteri, dove questi attacca l’operato dell’attuale governo (Conte II) perché, a suo dire, il 9 novembre 2020 avrebbe erogato 50 milioni di euro per la cooperazione internazionale «mentre gli italiani sono in ginocchio a causa della pandemia».

La notizia è presentata in modo fuorviante e il post veicola dunque una notizia falsa. Andiamo con ordine. 

L’informazione secondo cui il governo italiano avrebbe erogato «50 milioni alle Ong» non è presente nell’intervento del deputato Delmastro Delle Vedove, che fa invece riferimento a una generica spesa per la cooperazione internazionale. 

Una definizione di cooperazione internazionale è contenuta nell’art. 1 della legge 125/2014, che spiega come questa sia «parte integrante e qualificante della politica estera dell’Italia» e si ispiri ai principi della Carta delle Nazioni Unite ed alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Sempre secondo la legge 125/2014, la cooperazione internazionale «contribuisce alla promozione della pace e della giustizia e mira a promuovere relazioni solidali e paritarie tra i popoli fondate sui principi di interdipendenza e partenariato», conformemente ai principi espressi dall’art. 11 della Costituzione. Si tratta dunque di un ambito regolato da una legge dello Stato. 

Il riferimento di Delmastro Delle Vedove è alla quarta riunione annuale del Comitato congiunto per la cooperazione allo sviluppo, un organo presieduto dal ministro degli Esteri (o dal suo viceministro) e formato dal direttore generale per la cooperazione allo sviluppo e dal direttore della relativa agenzia (Aics), oltre che dai titolari dei ministeri interessati dall’ordine del giorno (questi ultimi senza diritto di voto). 

Lo scorso 9 novembre il comitato ha deliberato l’erogazione di circa 50 milioni di euro utilizzati per finanziare 16 iniziative di cooperazione internazionale. Tra queste, la fetta maggiore dei fondi erogati spetta al Fondo fiduciario per la ricostruzione dell’Afghanistan (12,5 milioni), ma la delibera include anche finanziamenti a progetti con sede in Tunisia (6,5 milioni), Senegal (6,5 milioni), Niger (6 milioni), Albania (2,4 milioni) ed Egitto (1,6 milioni).

I fondi stanziati dal governo italiano non vengono erogati esclusivamente a organizzazioni non governative ma, in base ai progetti, alla Banca mondiale, al Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, all’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari o alle piccole e medie imprese tunisine

Come avevamo spiegato in un precedente articolo, alcuni dei progetti finanziati fanno riferimento a impegni assunti dal governo italiano e fissati da memorandum (come quello con la Tunisia, sottoscritto nel 2017 dal governo Alfano). Venire meno a quegli accordi significherebbe aprire la strada a contenziosi legali con le controparti e, come sottolineato dalla vice-ministra degli Esteri Emanuela Del Re in una risposta scritta all’interrogazione presentata sul tema da Delmastro Delle Vedove, «il governo non riterrebbe comunque di modificare la politica perseguita fino ad oggi»

In conclusione, il governo italiano non ha erogato 50 milioni di euro alle Ong, come erroneamente riportato nel post oggetto della nostra verifica. Il governo ha invece erogato 50 milioni per la cooperazione internazionale, un ambito regolato dalla legge. Per questo, non solo il governo italiano non può destinare tali fondi ad altre attività, ma non intende oggi farlo per una precisa scelta politica.

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Comments (7)

  • ROBERTO CASTELLI

    In un momento di crisi acuta come questo io chiuderei il portafoglio e non darei niente all’estero ma lo terrei per il paese che sta facendo davvero fatica a sopravvivere

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    • Luca P.

      50 milioni di euro sono lo 0,0057% della spesa pubblica del 2019 (870.742 milioni di euro). Rispetto alla spesa pubblica del 2020 la percentuale sarà ancora più bassa.

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  • Giuliano Basagni

    Avete fatto bene a segnalare che non è vero. Io ho solo girato la notizia quando mi è arrivata ma lungi da me l’intenzione di diffamare o diffondere notizie false.

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    • Facta

      Buongiorno Giuliano,
      non si preoccupi, può succedere a tutti un piccolo errore.

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  • Enrico De Sordi

    È incredibile come si riesca a manipolare, distorcere una notizia. Il tutto finalizzato a generare confusione, smarrimento, odio,…. siamo una società in pieno decadimento.

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  • Giovanni

    Mi sembra di capire che sono finanziamenti a fondo perduto. Ma chi controllerà che quei progetti approvati e “realizzati” all’estero vengano effettivamente concretizzati, perché abbiamo vissuto esperienze che non hanno portato a nulla, anzi, hanno arricchito i soliti capi.

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    • Digei

      Non vengono controllate le erogazioni governative sul territorio dello Stato Italiano, figuriamoci in paesi come Afganistan, Egitto, Tunisia, stati gestiti da capi religiosi che hanno in odio l’Occidente ma non i soldi da lì provenienti.
      In un momento così grave come quello che sta vivendo l’Italia, valeva davvero la pena di aspettare ad aprire, con quasi indifferenza, i cordoni della borsa.
      Non dimentichiamo che certi accordi sono stati sottoscritti quando le cose andavano non bene, ma benissimo.
      Dire di no, o chiedere un rinvio, sarebbe stato un bel gesto nei confronti di quei tanti italiani che non riescono a mettere qualcosa nel piatto. Grazie

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