Questo non è un database che controlla «in tempo reale» le persone vaccinate - Facta
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Questo non è un database che controlla «in tempo reale» le persone vaccinate

Il 26 maggio 2021 su Facebook è stato pubblicato un video che mostra un prompt dei comandi – lo strumento inserito nei sistemi operativi che consente all’utente di digitare comandi testuali da far svolgere alla macchina – mentre in sottofondo la voce di un uomo descrive in russo che cosa stiamo guardando. 

L’uomo spiega di aver trovato un database sulla “darknet” (una porzione della rete internet accessibile solo attraverso particolari programmi) che conterrebbe i nominativi di tutte le persone che hanno ricevuto il vaccino Sputnik, le loro informazioni personali e addirittura i loro «segni vitali» monitorati «in tempo reale». Ciò sarebbe possibile perché, come spiega un testo che accompagna il video «le persone che sono state vaccinate vengono letteralmente tracciate in tempo reale dall’intelligenza artificiale e i sistemi 5G».

Per avvalorare la tesi, quello che si presenta come un «hacker» mostra le informazioni del suo amico Ljoha, che si sarebbe vaccinato a febbraio e che al momento del video starebbe dormendo. Secondo quanto viene sostenuto nel video, il chip inserito nei vaccini sarebbe un «Elbrus E2K».

Si tratta di una notizia falsa. 

Innanzitutto, il video si ispira alla notizia reale di alcuni attacchi hacker condotti a novembre 2020 in Canada, Francia, India, Corea del Sud e Stati Uniti ai danni di aziende farmaceutiche e ricercatori che stavano lavorando sui vaccini anti-Covid. Le intrusioni avevano provocato il leak (la fuga di notizie) di alcuni dati sui vaccini sottratti ad Ema (l’Agenzia europea per i medicinali) e Pfizer, ma i media internazionali non riportano alcuna notizia circa database di pazienti trafugati. 

Venendo al video oggetto della nostra verifica, la qualità del contenuto pubblicato su Facebook è troppo bassa per leggere il testo che compare sul prompt, ma ci viene in aiuto questa versione in una migliore definizione. Al minuto 00:25 del filmato vediamo sullo schermo alcuni comandi contenenti le parole «frame», «fps», «size» e «time». Non si tratta di formule informatiche associate a un database, ma alle caratteristiche di un video (fps è ad esempio l’acronimo di “frame per second”, ovvero l’unità della frequenza dei fotogrammi in un video). L’hacker non sta insomma lavorando su un database, ma su un filmato.

Una considerazione, infine, sul presunto microchip inserito nel vaccino Sputnik. Elbrus E2K è un microprocessore a 512-bit sviluppato in Russia nel 2015 ed è grande circa 31 millimetri per lato, con uno spessore di circa 2,5 millimetri. I chip sottocutanei sviluppati dalla Columbia University – studiati per constatare la temperatura e ancora in fase sperimentale – misurano meno di 0,1 millimetri cubi.

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