Asintomatici: che cosa sappiamo e che cosa deve ancora dirci la scienza - Facta
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Asintomatici: che cosa sappiamo e che cosa deve ancora dirci la scienza

Dall’inizio della pandemia ad oggi, si è spesso sentito parlare degli asintomatici e del loro ruolo nella diffusione della pandemia da Covid-19. Nelle ultime settimane ne hanno parlato medici, esperti ed esponenti politici riportando, in alcuni casi, informazioni prive di fondamento e potenzialmente pericolose vista l’emergenza sanitaria in corso.

Il 23 settembre il dottor Giulio Tarro – già noto per affermazioni ambigue sul proprio curriculum e per altre uscite discutibili sulla Covid-19 (tra le altre cose, ha anche rilanciato la bufala per cui rischiamo di morire più per un asteroide che per la pandemia) – ha sostenuto sul proprio profilo Facebook che «le persone sane asintomatiche non possono essere considerate contagiose» e che «l’asintomatico non contagia perché ha una bassa carica virale». Il 14 ottobre Giorgio Palù, ex presidente della Società italiana ed europea di virologia, ha affermato  – come riportato da Adnkronos – che «ormai i dati ufficiali ci dicono che il 95 per cento dei positivi è asintomatico. Ciò rende del tutto irrazionale e non scientifico voler inseguire gli asintomatici puntando al contagio zero tramite i tamponi molecolari». 

Il tema, come anticipato, ha poi coinvolto anche alcuni esponenti politici. Il 13 ottobre il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha detto che in Veneto «il 97 per cento dei positivi non ha sintomi». Il 18 ottobre Armando Siri (senatore della Lega) ha scritto sul suo profilo Facebook che gli asintomatici sarebbero «la quasi totalità» dei contagiati.

Ma che caratteristiche hanno gli asintomatici? Come sappiamo chi rientra in questa categoria? E che cosa ci dice la scienza a riguardo? I dati epidemiologici e scientifici sembrano raccontare una storia diversa rispetto ad uno scenario spesso narrato come rassicurante. Ecco che cosa sappiamo.

Chi è un asintomatico

L’Istituto superiore di sanità (Iss) a oggi definisce asintomatica «una persona trovata positiva al test per Sars-Cov-2 senza segni o sintomi apparenti di malattia». Una definizione piuttosto generica. Qualche indicazione più precisa si trova in altri documenti, ma non sempre in modo coerente.

Ad esempio, nell’indagine epidemiologica condotta dal 21 febbraio al 7 marzo 2020 sul comune di Vo’, in Veneto, (il primo focolaio italiano di Covid-19 insieme a Codogno) si definiva «sintomatica» la persona che avesse «richiesto ricovero ospedaliero e/o riportasse febbre (sì/no o una temperatura superiore a 37 gradi) e/o tosse e/o almeno due dei seguenti sintomi: mal di gola, mal di testa, diarrea, vomito, astenia, dolore muscolare, dolore alle articolazioni, perdita di gusto e olfatto, o difficoltà a respirare». Chi non aveva questi sintomi ma era positivo al tampone per il virus Sars-Cov-2 era quindi contato come asintomatico. D’altra parte le linee guida dell’Istituto superiore di sanità per l’automonitoraggio delle condizioni di salute per i soggetti in quarantena e isolamento domiciliare definivano, il 24 luglio 2020, sintomi o segni compatibili con la Covid-19 «anche lievi, in particolare febbre o almeno uno tra faringodinia, tosse, rinorrea/congestione nasale, difficoltà respiratoria, mialgie, anosmia/ageusia/disgeusia, diarrea, astenia». 

Insomma, il modo in cui gli asintomatici sono definiti non è univoco e varia nei diversi studi e nei diversi contesti. Precisiamo poi che, al di là delle definizioni, non tutti gli asintomatici sono uguali e sviluppano l’infezione da Sars-Cov-2 con gli stessi tempi e modalità. 

In generale, le persone infette dal nuovo coronavirus non presentano sintomi subito, ma se sviluppano sintomi più o meno rilevanti lo fanno dopo alcuni giorni. Ricordiamo infatti che il tempo di incubazione del Covid-19 è stimata in media sui 7,7 giorni e durante questo periodo tutti i contagiati sono definiti “presintomatici” dal momento che non si presentano sintomi. Solo gli asintomatici veri e propri, ovvero coloro che nonostante un’infezione da Sars-Cov-2 non sviluppano mai una sintomatologia rilevabile, rientrano poi anche successivamente nella categoria. 

C’è poi il sospetto che in alcuni casi i cosiddetti asintomatici possano avere sintomi leggeri e non tipici, tali da non venire riportati o collegati all’infezione. È particolarmente preoccupante il fatto che anche i pazienti asintomatici possano in realtà riportare danni occulti: ci sono resoconti medici di danni polmonari riscontrati in pazienti asintomatici, e sembra che pazienti con scarsi o nessun sintomo possano comunque riscontrare danni al cuore.

Quanti sono gli asintomatici

I dati che abbiamo sui sintomi rilevati al momento del tampone non distinguono tra presintomatici e asintomatici. In Italia al momento della diagnosi oltre metà dei casi accertati (55,9 per cento al 13 ottobre, dati Iss) sono privi di sintomi, come hanno riportato i nostri colleghi di Pagella Politica. Si tratta di una percentuale analoga, per esempio, al 50 per cento circa dell’Inghilterra. Sono molti, ma certo non sono il 95 o 97 per cento come Zaia, Tarro e altri riportano. 

La percentuale apparente di non sintomatici in Italia al momento del tampone era molto più bassa in primavera (intorno al 10 per cento a marzo 2020), ma è bene ricordare che all’inizio della pandemia venivano testati quasi esclusivamente casi sintomatici.

Oggi sappiamo che una percentuale significativa delle infezioni da Sars-Cov-2 resta asintomatica lungo tutto il suo corso. Il 22 settembre 2020 una meta-analisi – cioè uno studio che raccoglie e analizza insieme i risultati di numerosi studi individuali – pubblicata dalla rivista scientifica Plos Medicine ha preso in considerazione 79 studi sulla percentuale di asintomatici e presintomatici nelle infezioni da Sars-Cov-2, per un totale di 6.616 pazienti in tutto il mondo. 

I campioni esaminati nei singoli studi mostrano una variabilità ampia di percentuali (dal 3 per cento ad oltre il 90 per cento) di asintomatici, con una stima complessiva media del 20 per cento, ovvero circa un infetto su cinque. 

Una meta-analisi analoga, pubblicata sul sito di preprint medrXiv e non ancora sottoposta a peer review, arrivava a un valore confrontabile del 17 per cento, con una forbice tra 4 e 41 per cento. L’indagine sierologica del Ministero della Salute, conclusa il 27 luglio 2020, ha osservato un 27,3 per cento di sieropositivi al Sars-Cov-2 asintomatici, quindi in linea con i dati globali di cui sopra (nel comune di Vo’, in Veneto, oggetto dell’indagine epidemiologica guidata dal professor Andrea Crisanti, gli asintomatici rilevati erano addirittura il 42,5 per cento). 

Inoltre, benché si dica spesso che i bambini sono prevalentemente asintomatici, la percentuale di asintomaticità nei bambini, secondo altre meta-analisi, è simile a quella degli adulti (18 per cento su 551 casi in questo studio che raccoglie dati da tutto il mondo; 16 per cento su 582 casi, invece, in questo studio su 25 Paesi europei).

In conclusione, più di metà delle persone testate per la positività a Sars-Cov-2 non mostra sintomi al momento della diagnosi, ma può svilupparli in seguito. Una minoranza significativa dei positivi, circa il 20 per cento, non sviluppa sintomi durante tutto il decorso dell’infezione ed è quindi asintomatico a tutti gli effetti.

Che ruolo hanno gli asintomatici nella diffusione della malattia

Ma è vero che gli asintomatici non contagiano? In realtà, la capacità di presintomatici e asintomatici di trasmettere l’infezione era già stata osservata a gennaio 2020, nei primissimi stadi della pandemia ed è stata dimostrata in seguito da vari studi (es. qui, qui, qui, qui). 

Oggi sappiamo che la massima infettività coincide con il momento immediatamente precedente alla comparsa dei primi sintomi. Il ruolo degli individui non sintomatici (presintomatici e asintomatici) sembra, di conseguenza, fondamentale nell’espandersi della pandemia. Uno studio ha stimato che il 44 per cento delle infezioni deriva da individui presintomatici, un altro ha stimato una forbice dal 40 all’80 per cento. 

Gli asintomatici veri e propri, ovvero che non presentano sintomi lungo tutto il decorso dell’infezione, sembrano meno importanti nella diffusione del contagio, anche se non ci sono ancora dati accertati. Una recente meta-analisi pubblicata sul sito di preprint medrXiv, prendendo in considerazione 19 studi su focolai infettivi, ha stimato una probabilità di infezione da contatto con asintomatici veri e propri al massimo del 2,8 per cento, contro una probabilità da 0,7 a 16,2 per cento per i presintomatici. 

La carica virale dei presintomatici e asintomatici sembra essere simile a quella dei pazienti sintomatici e gli individui asintomatici sembrano mostrare una significativa risposta immunitaria, come suggerisce uno studio pubblicato su Cell a settembre 2020. La minore infettività degli asintomatici rispetto ai presintomatici potrebbe derivare quindi non da una carica virale minore, ma – come suggerito da un’altra meta-analisi – dal fatto che il loro sistema immunitario si sbarazza del virus più in fretta, e quindi sono contagiosi per un periodo di tempo inferiore. 

In conclusione

Da inizio pandemia si è spesso parlato degli asintomatici e del ruolo che giocano nella diffusione del nuovo coronavirus Sars-Cov-2. Alcune personalità appartenenti al mondo medico e politico hanno dichiarato che gli asintomatici non sono contagiosi e che corrisponderebbero alla quasi totalità dei contagiati.

Ad oggi non è vero che la stragrande maggioranza degli infetti da Sars-Cov-2 è asintomatica: la maggior parte dei contagiati sviluppa, prima o poi, dei sintomi più o meno gravi. Precisiamo poi che gli studi dimostrano come anche coloro che non sviluppano sintomi possono subire, in alcuni casi, danni nascosti ai polmoni e al cuore. Quindi è scorretto dire che gli asintomatici siano automaticamente portatori sani e in minor pericolo rispetto agli altri. 

Sembra poi che gli asintomatici veri e propri siano effettivamente meno contagiosi, ma non c’è modo di sapere se un individuo è veramente asintomatico se non a posteriori. Viceversa una persona priva di sintomi può sempre sviluppare la malattia ed è più contagiosa proprio poco prima che i sintomi compaiano. In generale quindi una persona positiva al Sars-Cov-2 ma priva di sintomi non è da considerarsi poco contagiosa né sana, ma deve osservare comunque un rigoroso isolamento.

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Comments (36)

  • antonella

    grazie, vi ho appena scoperti e state facendo un lavoro molto utile

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    • Facta

      Grazie Antonella!

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      • Paolo Lista

        Potreste citare la fonte dell articolo? Grazie

        reply
        • Facta

          Buongiorno Paolo,
          tutte le fonti sono sottolineate in giallo ed essendo link, cliccabili.

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  • Maria luisa guernaccini

    Dopo tanto parlare non c’è una cosa certa chi e asintomatico viene curato ?è una cosa poco chiara e. Ci sono tante domande senza risposta

    reply
    • Facta

      Buongiorno Maria Luisa,
      gli asintomatici non avrebbero bisogno di cure, devono però fare molta attenzione, come abbiamo scritto nell’articolo, ai possibili danni occulti e che possono insorgere successivamente.

      reply
  • Valentina

    Mi hanno sempre detto che ero asintomatica nonostante le perdita di equilibrio, dolori inimmaginabili dietro a gli occhi,testa….perche non avevo i sintomi che loro volevano! I sintomi sono MOLTEPLICI!

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    • Facta

      Buongiorno Valentina,
      Quelli relativi al coronavirus però tendenzialmente dovrebbero essere tra questi «febbre (sì/no o una temperatura superiore a 37 gradi) e/o tosse e/o almeno due dei seguenti sintomi: mal di gola, mal di testa, diarrea, vomito, astenia, dolore muscolare, dolore alle articolazioni, perdita di gusto e olfatto, o difficoltà a respirare».
      A meno che non le sia stato fatto il tampone per la Covid-19 ed essere risultata positiva, i suoi sintomi potrebbero essere riconducibili anche ad altre patologie.

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      • Cincinnatus

        Praticamente qualsiasi sintomo di malessere generale , dobbiamo correre a farci il tampone

        reply
        • Facta

          Buongiorno Cincinnatus,
          si in teoria sarebbe meglio…

          reply
      • Claudia

        Buongiorno, io ho fatto il tampone e sono positiva al Covid. Anche nel mio caso i sintomi sono stati fortissimi mal di testa e mal di schiena e disturbi alla visione da me imputati inizialmente ai nuovi occhiali. Mio marito con sintomi simili, più lievi, ha fatto il tampone beneficiando di una convenzione aziendale, risultato positivo, ho potuto fare il tampone anche io con il SSN. Dopo circa una settimana il malessere è passato e solo a quel punto io ho avuto la perdita di olfatto, siamo ancora positivi a 3 settimane dall’insorgenza dei primi disturbi. Non abbiamo mai avuto febbre, né tosse.
        Purtroppo, non mi risulta che ci sia un servizio per segnalare la sintomatologia atipica del Covid, un virus evidentemente mutevole e che conosciamo poco.
        Ovviamente, a causa del ritardo nell’ottenere il tampone, molte persone intorno a noi sono state contagiate. Al primo malessere ci siamo chiusi in casa, ma senza tampone Covid per noi le persone che avevamo visto nei giorni precedenti alla “clausura” non sono state testate. Risultato: contagiata tata, colf, loro famiglie, figli andati a scuola, non oso pensare le loro classi e famiglie. Tutto questo accadeva a Milano nella seconda metà di ottobre, così si spiega lo tsunami. Il tampone dovrebbe essere accessibile a tutti, anche agli ipocondriaci. Solo così si potrebbero efficacemente limitare i focolai.

        reply
        • Facta

          Buongiorno Claudia,
          concordiamo su tutto!

          reply
  • Angela Sfarra

    È stato fatto uno studio per verificare per quanto tempo un asintomatico è tale? A prescindere da tutto il resto…..

    reply
    • Facta

      Buongiorno Angela,
      come è possibile leggere nel nostro articolo, il numero di giorni “7,7”- i giorni medi perchè i sintomi si mifestino – è sottolineato in giallo e cliccabile. Il collegamento porta allo studio di riferimento.

      reply
  • MLV

    Buongiorno , grazie per le attente verifiche e la newsletter e gli articoli sempre chiari e pacati, e scritti bene , un piacere leggervi

    reply
    • Facta

      Grazie a te!

      reply
  • Federico

    Un’altra cosa che non vedo discussa in nessun articolo sull’argomento è: i test per il coronavirus hanno una percentuale di falsi negativi, variabile tra l’1 e il 15% a seconda del tipo di test (vedere per esempio https://doi.org/10.1038/s41587-020-0659-0). Quindi alcuni di questi ‘asintomatici’ (in base alla definizione “positivi al tampone ma senza sintomi”) sono semplicemente persone su cui il test si è sbagliato, no?

    reply
    • Facta

      Buongiorno Federico,
      IL 55% delle persone positive, al momento del test risulta PRESINTOMATICO. Successivamente il 20% (di quel 55%) rimane ASINTOMATICO.
      Il che significa che l’80% dei 55% mostrerà i sintomi qualche giorno dopo aver fatto il test.

      reply
    • Chiara

      beh però credo ci sia una imprecisione di fondo. Tu parli di percentuale di falsi negativi forse però intendendo i falsi positivi. Un falso negativo sarebbe un malato che però risulta negativo al test (quindi non conterebbe tra i positivi asintomatici ma solo tra i testati negativi) mentre un falso positivo sarebbe un individuo sano che invece risulta positivo (e quindi sì, potrebbe finire erroneamente tra i positivi asintomatici perché in effetti, essendo sano, non svilupperebbe mai sintomi).

      reply
  • Federico

    Non è vero che il 95% dei positivi e asintomatico. È vero invece che il 5% finisce in ospedale con sintomi seri. Sono cose molto diverse. Continuare a riportare come oro colato le affermazioni di singoli medici e professori è di una leggerezza imperdonabile

    reply
    • Facta

      Buongiorno Federico,
      nel nostro articolo abbiamo scritto che il 55% dei positivi è PRESINTOMATICO. Di questo 55% il 20% sarà ASINTIMATCO mentre i rimanenenti mostreranno i sintomi.

      reply
    • Facta

      Grazie della segnalazione!

      reply
  • marco

    cit. “In generale quindi una persona positiva al Sars-Cov-2 ma priva di sintomi non è da considerarsi poco contagiosa né sana, ma deve osservare comunque un rigoroso isolamento.”

    Scusate, ma questa affermazione con cui chiudete l’articolo – che ritengo errata – da dove avrebbe fonte?

    Un positivo asintomatico è tale fino all’eventuale apparire dei sintomi, e se non si presentano entro il periodo di tempo massimo d’incubazione dal test, in tale arco di tempo non potrà nemmeno mai aver contagiato qualcuno, non essendo mai stato presintomatico, ma sempre vero asintomatico; basta un monitoraggio e cautela fino al trascorrere del periodo di incubazione, e poi all’asintomatico nessuno deve scocciare più, altro che in isolamento ad oltranza!

    Un rigoroso isolamento andrebbe dato a chi si propone come verificatore di bufale, mentre invece oltre a buttarle in giro, propaganda la fine dello stato di diritto.

    reply
    • Facta

      Buongiorno Marco,
      in presenza di un tampone positivo il 55% non presenta i sistomi, successivamente l’80% di quelle persone presenterà i sintomi e il restante 20% rimarrà a tutti gli effetti asintomatico.
      Calcolando che il periodo medio di incubazione è di 7.7 giorni e che i due giorni precedenti (in cui non si hanno sintomi) si è contagiosi, è fondamentale fare una distinzione tra i PREsintomatici (l’80%) e gli Asintimatici; i secondi non è che non sono totalmente contagiosi, ma siccome guariscono più velocemente dalla malattia saranno contagiosi per un periodo di tempo inferiore.

      reply
      • marco

        Non avete risposto, dov’è la fonte alla vostra affermazione che gli asintomatici (veri) siano contagiosi, e debbano osservare rigoroso isolamento?

        Nella vostra riposta, avete invece aggiunto altro di cui chiedo spiegazione: “(gli asintomatici) non è che non sono totalmente contagiosi, ma siccome guariscono più velocemente dalla malattia saranno contagiosi per un periodo di tempo inferiore.”

        ???

        se sono veramente sempre stati asintomatici (positivi senza sintomi), quelli che voi indicate essere il 20% dei positivi asintomatici iniziali, beh non sono malati, non lo sono mai stati.. come possono guarire? come possono essere stati “contagiosi per un periodo di tempo inferiore”, se quel periodo di malattia (malattia=sintomi) mai c’è stato?

        vero asintomatico=mai avuto sintomi=mai malato=mai contagioso; o no?

        tolti dal disocorso i presintomatici rivelati tali a posteriori, chi è sempre stato asintomatico lo indicate quale contagioso, sì o no?

        chi ha avuto sintomi che poi sono cessati da tempo, ed è ora un positivo asintomatico (post-sintomi, post-malattia), lo indicate quale contagioso, si o no?

        grazie per ogni cortese risposta in merito (non eludente le domande).

        reply
        • Facta

          Non avete risposto, dov’è la fonte alla vostra affermazione che gli asintomatici (veri) siano contagiosi, e debbano osservare rigoroso isolamento?
          ● Tutte le fonti citate nell’articolo sono sottolineate in giallo, cliccabili e consultabili.
          Nella vostra riposta, avete invece aggiunto altro di cui chiedo spiegazione: “(gli asintomatici) non è che non sono totalmente contagiosi, ma siccome guariscono più velocemente dalla malattia saranno contagiosi per un periodo di tempo inferiore.”
          ???
          ● Sì è quello che abbiamo scritto e che le riporto di seguito.
          «La carica virale dei presintomatici e asintomatici sembra essere simile a quella dei pazienti sintomatici e gli individui asintomatici sembrano mostrare una significativa risposta immunitaria, come suggerisce uno studio pubblicato su Cell a settembre 2020. La minore infettività degli asintomatici rispetto ai presintomatici potrebbe derivare quindi non da una carica virale minore, ma – come suggerito da un’altra meta-analisi – dal fatto che il loro sistema immunitario si sbarazza del virus più in fretta, e quindi sono contagiosi per un periodo di tempo inferiore. »
          Cosa non le torna?
          se sono veramente sempre stati asintomatici (positivi senza sintomi), quelli che voi indicate essere il 20% dei positivi asintomatici iniziali, beh non sono malati, non lo sono mai stati.
          ● Alcune persone guariscono più velocemente di altre e si sbarazzano quindi del virus più facilmente perché il loro sistema immunitario è più forte.
          come possono guarire? come possono essere stati “contagiosi per un periodo di tempo inferiore”, se quel periodo di malattia (malattia=sintomi) mai c’è stato?
          vero asintomatico=mai avuto sintomi=mai malato=mai contagioso; o no?
          ● No come abbiamo spiegato nell’articolo i veri asintomatici sono il 20% delle persone testate e risultate positive alla covid-19. Il periodo della loro contagiosità, non presentando mai sintomi è estremamente ridotto rispetto ai sintomatici.
          tolti dal discorso i presintomatici rivelati tali a posteriori, chi è sempre stato asintomatico lo indicate quale contagioso, sì o no?
          chi ha avuto sintomi che poi sono cessati da tempo, ed è ora un positivo asintomatico (post-sintomi, post-malattia), lo indicate quale contagioso, si o no?
          ● Il problema è proprio togliere dall’equazione i PREsintomatici, che non avendo sintomi al momento della positività al tampone, possono essere estremamente contagiosi visto che il periodo di maggiore contagio è nel due giorni precedenti alla comparsa dei sintomi.
          Una volta guariti non si è più contagiosi.

          reply
  • Giovanni D''Amiano

    Articolo molto interessante che, oltretutto, fornisce la risposata a due domande che mi sono sempre posto: 1) se i positivi asintomatici sono contagiosi. Ora apprendo che i positivi asintomatici veri e propri, quelli che non presenteranno mai sintomi fino al negativizzarsi del tampone, presentano anch’essi una sia pure scarsa contagiosità; ; mentre gli asintomatici positivi che sviluppano sintomi a fine periodo di incubazione del virus (“7,7” gg.), i così detti presintomatici, sono da considerare molto contagiosi, poiché presentano una elevata contagiosità che si sviluppa nei due giorni prima della presentazione dei sintomi. 2) se i positivi asintomatici veri sviluppano una qualche immunità. Apprendo dal Vs articolo che sì, la producono. Preoccupante poi è l’informazione che anche i positivi asintomatici o paucisintomatici possono, nel tempo, sviluppare danni occulti, in specie ai polmoni e al cuore.

    reply
  • pasquo

    salve, dopo sei giorni in cui credo di aver avuto sintomi da covid 19, ma dico questo solo col senno di poi, dato che al settimo giorno ho fatto un tampone insieme a mia moglie per un suo mal di testa strano e siamo risultati entrambi positivi. oggi siamo al quinto giorno dopo il tampone rilevatore e stiamo sempre meglio, tanto da essere considerati dal medico asintomatici. Pensate che il poriodo di quarantena possa essere vissuto senza l’insorgere di sintomi fino alla negativizzazione?grazie per la risposta

    reply
    • Facta

      Buongiorno Pasquo,
      secondo le statistiche il il 55,9% è presintomatico e successivamente mostra i sintomi intorno al 7 giorno.
      Il 20% del 55,9% i sintomi non li svilupperà (non tantissimi ma neanche pochi) se è così può riternersi sicuramente molto fortunato.

      reply
      • Pasquale

        devo sinceramente dirle grazie perché non mi aspettavo una risposta! in questo momento mi è quantomeno di grande conforto! grazie!!! Spero di uscirne presto.

        reply
        • Facta

          Ma ci mancherebbe!
          Incrociamo le dita per te e ti auguriamo una veloce guarigione a tutti gli effetti!

          reply
  • Giuseppe

    Buonasera, ho una domanda da porle: gli asintomatici dopo quanto tempo massimo smettono di essere contaggiosi? Grazie
    Ranieri

    reply
    • Facta

      Buongiorno Giuseppe,
      è molto difficile individuare un tempo specifico, perchè varia da persona a persona, quello che è abbastanza sicuro è che si tratta di un tempo molto limitato.

      reply
  • giampietro bernini

    Il giorno 16 novembre risulto positivo al covid 19 completamennte senza alcun sintomo.. Mi domando quanto tempo prima sono stato contagiato.,? Da quanto tempo ero positivo senza saperlo?

    reply
    • Facta

      Buongiorno Giampietr,
      spesso è molto difficile risalire al momento esatto del contagio, secondo le statistiche le persone positive contagiano le altre nei due giorni precedenti alla comparsa dei sintomi.
      I sintomi invece compaiono, in media, al 7 giorno circa, parlando di media ovviamente dipende da persona a persona.
      Per esempio, lei al momento del tampone è risultato positivo senza sintomi, nella maggior parte dei casi, i sintomi potrebbero comparire, pur essendo di lieve entità.

      reply

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