Non è vero che «ora i No Vax diventano quelli con due dosi» - Facta
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Non è vero che «ora i No Vax diventano quelli con due dosi»

Il 12 gennaio 2022 la redazione di Facta ha ricevuto una segnalazione via WhatsApp che chiedeva di verificare le informazioni contenute in un articolo pubblicato il 10 gennaio dalla testata Affari Italiani, di cui ci eravamo già occupati per la diffusione di alcune notizie false a tema Covid-19 e vaccini

L’articolo oggetto della segnalazione si intitola “Vaccino, ora i No Vax diventano quelli con due dosi. Ecco perché” e spiega come «da qualche tempo» vengano «considerati No Vax (non vaccinati) anche coloro che hanno fatto due dosi di vaccino». Al contrario, secondo l’articolo, i vaccinati sarebbero dunque «solo coloro che si sono fatti un ciclo completo di dosi, essendosi fatti inoculare anche la terza». Dall’articolo non risulta chiaro chi abbia effettivamente decretato un tale cambio di paradigma, ma si aggiunge che «da qui derivano e deriveranno i calcoli sulla mortalità e il rapporto tra vaccinati e No Vax», dal momento che «milioni di italiani che hanno fatto due dosi del vaccino sono automaticamente trasformati in No Vax». E a dirlo non è «un complottista», spiega l’articolo, «ma direttamente le istituzioni».

L’articolo passa poi a fare alcuni esempi di questa nuova prospettiva, citando un tweet pubblicato l’8 gennaio 2022 dalla Regione Piemonte che include tra i decessi dei «non vaccinati» anche quelli dei pazienti «senza ciclo completo», un’intervista al TgR Calabria del direttore delle malattie infettive al Policlinico di Catanzaro Carlo Torti (qui dal minuto 0:36) in cui l’8 gennaio 2022 spiegava che «si può considerare un paziente vaccinato, questo lo abbiamo capito, solo se ha ricevuto anche la terza dose» e infine un segmento della trasmissione di Ra1 Domenica In del 9 gennaio, nel quale il professor Francesco Vaia (direttore dell’Istituto Spallanzani di Roma) dichiarava che «il rapporto» tra vaccinati e non vaccinati nei reparti «non va più fatto fino alla seconda dose ma va fatto in coloro che hanno avuto la dose booster, cioè la terza dose».

Indipendentemente dai singoli approcci e dalle opinioni personali dei medici sulla questione, la notizia secondo cui le istituzioni considererebbero «no vax» le persone vaccinate con due dosi è falsa.

Innanzitutto, alla data del 12 gennaio 2021 le persone con due dosi di vaccino hanno ancora diritto al green pass, che resterà valido fino ai 9 mesi successivi al primo ciclo vaccinale. A partire dal 1 febbraio la durata del green pass sarà ridotta per tutti (ciclo primario e dose di richiamo) a 6 mesi.

A smentire l’affermazione secondo cui le persone vaccinate con due dosi sarebbero considerate «no vax» dalle istituzioni ci ha pensato l’Istituto superiore di sanità, che in una nota dell’11 gennaio ha chiarito come «nelle tabelle si distingue tra vaccinati con una dose, con due dosi da meno di 120 giorni, con due dosi da più di 120 giorni e con dose aggiuntiva/booster». 

L’istituto, che si occupa della redazione dei bollettini della sorveglianza integrata Covid-19 in Italia, ha anche rilasciato al quotidiano La Nazione un’ulteriore comunicazione, nella quale ribadisce che «l’Iss considera nei calcoli tutti i casi, dai vaccinati con prima dose a chi ha fatto il booster, separatamente, come si vede dal bollettino settimanale sull’efficacia che si può trovare online». Riguardo le dichiarazioni rilasciate da Vaia, l’Iss aggiunge inoltre che «il rischio relativo (di infezione, ricovero, ecc) è minore per chi ha fatto la dose booster rispetto a un non vaccinato. Per i vaccinati con una dose o con due dosi da più di quattro mesi il rischio si alza, pur rimanendo molto più basso rispetto a chi non ha proprio fatto il vaccino» e che probabilmente «il professor Vaia intendeva questo», sebbene il concetto sia «spiegato in modo un po’ farraginoso».

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