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Alla Camera dei Deputati è stata depositata un’interrogazione sulla sperimentazione di un possibile vaccino sui militari, ma il governo non c’entra

Giovedì 16 aprile la redazione di Facta ha ricevuto via Whatsapp la richiesta di verificare un documento della Camera dei Deputati che chiede rassicurazioni ai ministeri di Salute e Difesa circa l’ipotesi di sperimentare un possibile vaccino anti Sars-Cov-2 «su coorti di militari».

Il documento è reale. Si tratta di un’interrogazione parlamentare della deputata Sara Cunial, eletta in Veneto con il Movimento 5 Stelle e oggi iscritta al Gruppo Misto. 

Cunial prende spunto dall’articolo Human challenge studies to accelerate coronavirus vaccine licensure pubblicato il 31 marzo 2020 sul The Journal of Infectious Diseases, rivista punto di riferimento mondiale per la lotta contro le malattie infettive. Secondo quanto riportato, la sperimentazione umana dei vaccini candidati contro il Sars-Cov-2 rischia di provocare «una grave malattia e possibilmente anche il decesso» nei soggetti volontari. 

«I militari italiani rappresentano il profilo più idoneo, in quanto sottopopolazione più sana tra la persona media giovane presente nel Paese» prevede la deputata Cunial, «poiché subiscono un rigido processo di selezione, e sono quella più pronta ad accettare il rischio di morire, considerata l’accettazione dei rischi al momento dell’arruolamento».

L’interrogazione si conclude con la «forte preoccupazione» di Cunial circa la possibile intenzione del governo di utilizzare «coorti di militari» per testare il futuro vaccino. 

Si tratta dunque di uno scenario tracciato da un membro del Parlamento e non dell’indirizzo del governo, che al momento non sembra voler perseguire questa ipotesi

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