No, questo soldato non porta un asino sulle spalle perché «la zona è minata» - Facta
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No, questo soldato non porta un asino sulle spalle perché «la zona è minata»

L’11 ottobre 2020 su Facebook è stata pubblicata una foto in bianco e nero in cui si vede un soldato, in un campo, portare sulle spalle un asinello. L’immagine è accompagnata da questo testo: «Questo soldato porta sulle spalle un asino; non lo fa perché ama gli asini, ma perché la zona è minata. Se l’asino andasse in giro liberamente, salterebbero tutti per aria. Tenete buoni e sotto controllo in asini in questo momento è vitale». Il riferimento nell’ultimo frase del messaggio è alla pandemia di nuovo coronavirus in atto. 

Questo è un contenuto fuorviante, circolato anche in inglese, che veicola una notizia falsa.  

Post pubblicato su Facebook l’11 ottobre 2020 – Fuori contesto

Come hanno ricostruito i siti di fact checking Fake History Hunter e Snopes non è vero che il soldato in foto trasporta un asino sulle proprie spalle perché, insieme ad altri soldati, si trova in un campo minato. 

La foto è stata scattata nel luglio del 1958 in Algeria, durante la guerra d’indipendenza algerina. L’immagine mostra in realtà un soldato della 13a Semibrigata della Legione Straniera, corpo militare dell’esercito francese, portare sulle spalle un asinello che era stato abbandonato e che stava morendo di fame. I soldati francesi avevano avuto pietà dell’animale, decidendo di portarlo con loro alla propria base. Una ricostruzione riportata anche nel libro The French Foreign Legion, pubblicato nel 1991 dallo storico militare americano Douglas Porch. All’epoca la storia e la foto finirono su diversi giornali. Il Daily Mirror la pubblicò in prima pagina il 19 settembre 1958, come si può verificare qui.

All’asinello fu dato il nome di “Bambi” e divenne la mascotte ufficiale dell’unità della legione, riporta Foreign Legion Info, sito dedicato alla documentazione sulla storia della legione straniera. L’American Society for the Prevention of Cruelty to Animals (Aspca) cercò invano di identificare il soldato con l’animale sulle spalle per poterlo ringraziare. La Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals (Rspca) con sede a Londra inviò una lettera alla Legione per ringraziarla di questa “dimostrazione di umanità”.

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Comments (10)

  • Lf

    A vostro parere è più importante la fotografia o il messaggio che si vuole mandare? Per fare un paragone: Cosa fa il cinema se non dire una bugia per raccontare una verità?

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    • Facta

      Buongiorno Lf,
      il problema non è la foto, come abbiamo scritto, che è vera (nell’articolo puoi trovare tutti i riferimenti), ma il post che la utilizza e che contiene informazioni errate.

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  • Giovanni

    E indifferente se l immagine sia vera, è una metafora

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    • Facta

      Buongiorno Giovanni,
      la foto, come abbiamo scritto è vera (nell’articolo puoi trovare tutti i riferimenti), il post invece che utilizza quella foto, contiene informazioni errate.

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  • Ugo

    È sempre e comunque un bel messaggio, sia per controllare gli incoscienti che per aiutare chi non ce la fa più.

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  • Lf

    Quindi sarebbe bastato scrivere “lo fa perché potrebbe essere un campo minato”?

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    • Facta

      Buongiorno Lf,
      no, perchè il punto è che NON è un campo minato, ma il fatto che i soldati abbiamo deciso di prendersi cura dell’animale.

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  • libero

    Non è importante la foto, poteva essere anche un disegno a veicolare il messaggio, Voi però così avete oscurato il messaggio insieme alla foto, lo trovo un atteggiamento come minimo un po’ ottuso.

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    • Facta

      Buongiorno Libero,
      la foto è visibile su qualsiasi motore di ricerca e il post ancora visibile su Facebook.
      Il messaggio di accompagnamento della foto riportava informazioni non corrette.
      La storia di quella foto è, come è possibile leggere nel nostro articolo, comunque molto bella.

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  • giance

    complimenti per l’accurato lavoro di ricerca, adesso che so che quei soldati non erano in pericolo e avevano un gran cuore sono molto più tranquillo.

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