Questi numeri sui decessi mondiali nel 2020 sono privi di fondamento - Facta
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Questi numeri sui decessi mondiali nel 2020 sono privi di fondamento

Venerdì 19 novembre 2020 la redazione di Facta ha ricevuto diverse segnalazioni via WhatsApp che chiedevano di verificare le informazioni contenute in un post pubblicato su Facebook il 18 novembre. 

Il post oggetto della nostra verifica contiene lo screenshot di un tweet (ora cancellato) pubblicato da Alessandro Greco (che sul suo sito personale si definisce «un professionista del marketing») che recita: «Nel 2019, in tutto il mondo, sono morte 58 milioni 390 mila persone. Nel 2020 (al 17 novembre) in tutto il mondo, sono morte 51 milioni 831mila persone. Mancano un mese e 13 giorni, ma se tanto mi dà tanto, la terribile pandemia non ce la farà a battere il 2019». Lo screenshot è accompagnato da un commento, scritto dall’autore del post su Facebook, che cita come fonte del dato sui decessi del 2020 il sito worldometers.info, un sito di statistiche in tempo reale.

Si tratta di una notizia falsa. 

I decessi registrati nell’anno 2019 sono poco più 58 milioni 390 mila in tutto il mondo, come correttamente riportato nel tweet oggetto della nostra verifica, e questo dato è confermato dal Dipartimento di affari economici e sociali delle Nazioni Unite. Il dato sui decessi nel 2020 è invece privo di fondamento.

Come avevamo raccontato in questo articolo, Worldometers non rappresenta una fonte affidabile di informazione, dal momento che i dati pubblicati sono il frutto di previsioni statistiche basate su dati raccolti precedentemente ed elaborati per mezzo di un algoritmo. Il sito, insomma, non tiene conto del numero reale dei decessi, ma riporta una semplice previsione basata sui decessi registrati negli anni precedenti, ovvero prima della pandemia di Covid-19.

È al momento impossibile comparare il dato del 2019 con quello del 2020, trattandosi nel secondo caso di un anno ancora in corso, ma il sito Our World in Data raccoglie le statistiche riguardanti la mortalità in eccesso nei singoli Paesi, cioè l’aumento del numero di decessi fino a questo punto dell’anno rispetto al numero di decessi attesi (dato calcolato attraverso una media degli anni precedenti). 

Ebbene, da fine febbraio al 27 luglio gli Stati Uniti hanno registrato 207 mila morti in eccesso, mentre da marzo a giugno 2020 i 31 Paesi europei hanno complessivamente fatto segnare 230 mila morti in eccesso. Secondo un rapporto Istat datato 22 ottobre, nel periodo compreso tra gennaio e agosto 2020 i morti in eccesso in Italia sono stati 38 mila e i decessi complessivi sono stati l’8,6 per cento in più rispetto alla media dei cinque anni precedenti.

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