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No, la Corte suprema Usa non ha deciso che i vaccinati sono «beni brevettati»

Il 5 settembre su Facebook è stato pubblicato un post in cui si legge che negli Stati Uniti d’America la Corte suprema avrebbe deciso che i vaccinati contro la Covid-19 con i vaccini a mRna (Pfizer e Moderna) sarebbero considerati «beni brevettati», cioè dei «trans-umani» e quindi non più persone con diritti. Questo perché, continua il post in questione, i vaccini a mRna modificherebbero il genoma umano e le persone diventerebbero proprietà di chi detiene il «brevetto vaccinale». In fondo al post viene linkata una sentenza del 2013 della Corte suprema Usa. 

Il post oggetto di verifica contiene una serie di informazioni false e fuorvianti. Andiamo con ordine.

Innanzitutto, come abbiamo ricostruito in precedenti articoli (qui, qui, qui e qui), non è vero che i vaccini a mRna modificano il genoma umano. 

Passiamo alla sentenza del 2013 della Corte degli Stati Uniti d’America citata nel post in questione. Come hanno verificato i colleghi di Associated Press, la Corte suprema statunitense aveva esaminato se la Myriad Genetics, azienda americana di diagnostica molecolare, potesse brevettare le sequenze di mutazioni genetiche che possono portare al cancro al seno. L’azienda aveva creato il cDNA, cioè una copia del Dna, per testare le mutazioni. Il 13 giugno 2013 la Corte suprema ha stabilito che la società potesse brevettare il cDNA creato sinteticamente perché non naturale, mentre non poteva farlo per i geni umani isolati. Nella sentenza in questione non si menzionano mai i vaccini a mRna.

Gli essere umani non possono essere considerati beni brevettati, indipendentemente dal fatto che siano vaccinati o meno.

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