No, la Nuova Zelanda non ha approvato la legge sull’aborto «più perversa del mondo» - Facta
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No, la Nuova Zelanda non ha approvato la legge sull’aborto «più perversa del mondo»

Il 28 luglio 2022 è stato pubblicato su Facebook un post secondo cui la Nuova Zelanda avrebbe approvato «la legge sull’aborto più perversa del mondo».

Nello specifico, l’autore del post ha scritto un commento che recita: «Jacinda Ardern Primo Ministro della Nuova Zelanda ha approvato l’aborto più radicale nel mondo. I bambini possono essere abortiti senza medico o antidolorifici fino alla nascita e anche durante il parto. Per qualsiasi motivo. Questo è semplicemente diabolico e non più umano».

Il testo è accompagnato da una foto in cui si leggono alcune frasi in inglese secondo cui in Nuova Zelanda, con la nuova legge che decriminalizza l’aborto entrata in vigore nel 2020, si potrebbe abortire su richiesta fino alla nascita del feto e sarebbe stato legalizzato l’aborto selettivo sulla base del sesso e della presenza di disabilità.

Si tratta di una notizia che veicola informazioni false. Andiamo con ordine.

Prima di tutto è necessario specificare che l’immagine presente nel post è lo screenshot di un video pubblicato su YouTube il 28 luglio 2022 da Bodo Schiffmann, medico tedesco che all’inizio del 2022 è stato denunciato per aver rilasciato certificati medici falsi per l’esenzione dall’obbligo della mascherina e per aver minimizzato la Shoah. Si tratta di un filmato in cui Schiffmann ha commentato il contenuto diffuso da un gruppo “pro-libertà”, in cui si sostiene che la legge neozelandese sull’interruzione di gravidanza sia la più estrema del mondo.

Passiamo ora alla notizia falsa riportata nel post oggetto di analisi. Come abbiamo chiarito sopra, l’Abortion legislation act, entrato in vigore nel marzo 2020, ha decriminalizzato l’aborto in Nuova Zelanda. Prima dell’introduzione di questa legge, l’accesso all’interruzione di gravidanza era regolato dal New Zealand Crimes Act del 1961 secondo cui l’aborto dopo le 20 settimane di gestazione era consentito solo se era necessario per salvare la vita della donna o per prevenire gravi danni permanenti alla sua salute fisica o mentale.

Secondo quanto riportato nel post che stiamo analizzando, la nuova legge neozelandese permetterebbe alle donne di abortire su richiesta «fino alla nascita» per qualsiasi motivo. Si tratta di un’informazione falsa. La recente normativa, infatti, permette l’aborto dopo le 20 settimane, ma solo in circostanze specifiche e dopo l’approvazione di due medici qualificati che devono concordare sulla necessità della procedura e tenere conto di fattori quali la salute fisica e mentale della donna.

Inoltre, il professor Mark Henaghan, esperto di diritto di famiglia presso l’Università di Auckland, in Nuova Zelanda, ha spiegato ai colleghi di Aap che sebbene la legge non vieti esplicitamente l’aborto selettivo in base al sesso, questo divieto è chiarito dal fatto che l’aborto deve essere «clinicamente appropriato dopo le 20 settimane» e la selezione in base al sesso non rientra in questa categoria.

Anche l’affermazione secondo cui è stato legalizzato l’aborto selettivo sulla base della disabilità è falsa. La dottoressa Hellen Paterson, presidente del dipartimento di ostetricia e ginecologia all’Università dell’Otago, in Nuova Zelanda, ha chiarito ai colleghi di Afp che anche prima della nuova legislazione le donne potevano accedere all’aborto dopo le 20 settimane se il bambino era destinato a essere gravemente disabile. Paterson ha precisato che «in precedenza non esisteva un limite gestazionale per la salute mentale della madre e molti aborti venivano praticati per anomalie congenite dopo le 20 settimane, in considerazione del fatto che avrebbero causato seri problemi alla salute mentale della madre».

Il comitato sull’aborto della New Zealand law commission, ente indipendente che analizza le leggi del Paese propone soluzioni per colmarne eventuali lacune, nel 2018 ha pubblicato un report secondo cui «praticamente tutti gli aborti praticati dopo le 20 settimane riguardano gravidanze desiderate e avvengono perché viene rilevata una grave anomalia fetale o c’è un grave rischio per la vita o la salute fisica della donna».

Infine, diversi Paesi nel mondo consentono l’aborto nel secondo e nel terzo trimestre, cioè dopo le 13 settimane, e la maggior parte di essi richiede il consulto di un medico per l’interruzione di gravidanza in fase avanzata. Questi dati invalidano l’affermazione secondo cui la Nuova Zelanda avrebbe approvato «la legge sull’aborto più perversa del mondo».

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