Bourla (Pfizer) non si è dimesso e non ha detto che la tecnologia a mRna non è stata «sufficientemente provata» - Facta
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Bourla (Pfizer) non si è dimesso e non ha detto che la tecnologia a mRna non è stata «sufficientemente provata»

Il 10 dicembre 2022 su Facebook è stato pubblicato un post in cui si afferma che il Ceo della casa farmaceutica statunitense Pfizer, Albert Bourla, si sarebbe dimesso. Bourla avrebbe anche affermato che «la tecnologia dell’mRna», utilizzata per sviluppare i vaccini anti Covid-19, «non era stata sufficientemente provata» quando è stato lanciato il vaccino contro il nuovo coronavirus Sars-CoV-2. 

Si tratta di una notizia che non trova riscontro in nessuna testata nazionale e internazionale e in nessun comunicato ufficiale. 

Contattata dai colleghi di Associated press, Pfizer ha smentito la notizia infondata sulle dimissioni di Bourla. «Albert Bourla continua a ricoprire il ruolo di presidente e amministratore delegato di Pfizer. Ogni affermazione contraria è falsa», ha comunicato la casa farmaceutica. 

Per quanto riguarda la presunta frase detta da Bourla, è utile fornire prima la spiegazione su cosa sia la tecnologia a Rna messaggero utilizzata nei vaccini anti Covid-19. Su Facta abbiamo scritto che l’mRna è la sigla con cui viene indicato l’Rna messaggero, una molecola che comunica l’informazione genetica del Dna alla cellula e la istruisce a produrre una proteina. L’mRna è usato in alcuni vaccini, come quello prodotto da Pfizer, per generare proteine che istruiscono l’organismo a difendersi da un patogeno. In questo approfondimento abbiamo analizzato nel dettaglio come funziona il metodo.

Chiarito questo aspetto, precisiamo che Bourla non ha mai dichiarato che quando è stato sviluppato e lanciato da parte di Pfizer il vaccino anti Covid-19, la tecnologia a mRna non era stata sufficientemente provata, come si legge nel post oggetto di analisi.

In un’intervista del 10 marzo 2022 al Washington Post, il Ceo di Pfizer ha dichiarato che, quando è stato deciso di sviluppare un vaccino contro la Covid-19, l’azienda farmaceutica aveva «meno esperienza» con la tecnologia a mRna, basata «solo su due anni di lavoro su questo metodo», non che questo metodo non fosse stato provato a sufficienza. Pfizer ha però «ritenuto che in base ai due anni di lavoro sull’mRna, dal 2018 insieme a BioNTech per sviluppare il vaccino antinfluenzale, la tecnologia fosse matura e che fossimo in grado di consegnare un prodotto. Così mi hanno convinto. Ho seguito il mio istinto: sanno cosa stanno dicendo. Sono molto bravi e abbiamo preso questa decisione molto difficile in quel momento», ha spiegato Bourla.

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