- Secondo un post condiviso su X, un grafico della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) dimostrerebbero che l’attuale riscaldamento globale non è eccezionale.
- Il post interpreta in maniera scorretta il grafico e l’andamento della temperatura all’inizio del XX secolo.
- La NOAA è un’agenzia scientifica che riconosce il consenso scientifico sull’attuale riscaldamento globale antropico e sulle sue cause.
Il 30 marzo 2025 il profilo su X chiamato Critica Climatica Alias Fortunato Nardelli ha pubblicato un post che riporta due grafici: l’andamento dell’anomalia della temperatura media dal 1850 al 2024 e il livello di CO2 atmosferica nello stesso periodo.
Il post è accompagnato da un commento dell’autore, secondo cui «i dati NOAA confermano: il riscaldamento recente non è maggiore di quello dei primi anni del XX secolo (…) Questo grafico infligge un colpo devastante alla narrazione fondamentale sul clima, secondo cui il recente riscaldamento è sia senza precedenti sia causato principalmente dalle emissioni umane di CO₂ Non è né l’uno né l’altro».
Secondo l’autore ciò sarebbe dimostrato dal fatto che dal 1916 al 1942 la temperatura è aumentata di 0.6 e lo stesso è accaduto dal 1998 al 2024, nonostante la CO2, nel secondo periodo, sia cresciuta molto di più.
Questo post veicola un messaggio scorretto e privo di fondamento scientifico.
Il profilo “Critica Climatica” ha già diffuso disinformazione negazionista sul cambiamento climatico.
Il l primo grafico riportato dall’autore è tratto dal sito della NOAA, citata dallo stesso autore. La NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) è l’agenzia scientifica del governo americano che si occupa di oceani e clima e riconosce la realtà del riscaldamento globale antropico.
Da questo grafico l’autore del post evidenzia due singole finestre temporali, delimitate in modo arbitrario, e da questa trae conclusioni sull’evoluzione del clima a lungo termine e sulle sue cause. Ma si tratta di un modo scorretto di interpretare i dati.
Riguardo, infatti, all’aumento della temperatura dell’inizio del XX secolo che si osserva in quel grafico, i negazionisti lo citano spesso come presunta prova dell’inconsistenza dell’attuale riscaldamento globale. È una questione che gli scienziati hanno già affrontato e per comprenderla bisogna tenere conto di come i diversi fattori che influenzano la temperatura della Terra sono variati nel corso del XX secolo fino a oggi.
L’aumento della temperatura dei primi decenni del secolo scorso è avvenuto in un fase in cui le emissioni di CO2 stavano già aumentando, anche se la concentrazione atmosferica di questo gas serra era ancora bassa rispetto ai livelli di oggi. Inoltre, in questo periodo c’è stato un leggero aumento dell’attività solare, quindi della radiazione che raggiunge la Terra, e non si sono verificate grandi eruzioni vulcaniche che, nel breve periodo, hanno l’effetto di abbassare la temperatura del pianeta a causa dell’emissione di grandi quantità di aerosol di anidride solforosa che riflettono la radiazione solare.
L’aumento della temperatura in quel periodo può essere spiegata dalla combinazione di questi fattori. A questa si è aggiunta anche la variabilità meteo-climatica, come l’Oscillazione Nord Atlantica (NAO), legata a variazioni della differenza di pressione atmosferica tra l’Islanda e le Isole Azzorre, e ed eventi estremi come siccità e ondate di calore che hanno colpito il Nord America negli anni ‘30.
Dunque, mentre vari fattori naturali possono spiegare gran parte del riscaldamento dei primi anni del XX secolo, le attività umane stavano già avendo un impatto. Al contrario, dopo la seconda guerra mondiale c’è stata una tendenza a un leggero raffreddamento, e questo nonostante la concentrazione atmosferica di CO2 continuasse ad aumentare, come si vede nel grafico riportato dallo stesso autore del post. Secondo gli esperti, ciò si spiega con l’aumento della concentrazione di inquinanti atmosferici di origine industriale, che, in modo simile alle eruzioni vulcaniche, hanno l’effetto di “schermare” la radiazione solare.
Dopo gli anni ‘60 la concentrazione di questi inquinanti, almeno nei Paesi più industrializzati, è stata abbattuta in seguito all’introduzione di regolamentazioni ambientali. Da allora, invece, la CO2 generata dall’uso dei combustibili fossili ha continuato ad aumentare finendo finendo per diventare il fattore con la maggiore influenza sull’andamento della temperatura globale nel lungo periodo.
L’aumento della temperatura dei primi anni del XX secolo non è stato così ampio come quello che si osserva da mezzo secolo, come si evince dallo stesso grafico della NOAA. Non è stata, quindi, una tendenza di lungo periodo. Mentre, al contrario, i dieci anni più caldi registrati dalla metà del XIX secolo a oggi sono tutti concentrati nell’ultimo decennio.
L’autore del post si chiede: «se allora i fattori naturali potevano causare quel riscaldamento, perché ora vengono esclusi dall’equazione?». Nessuno li esclude nemmeno oggi, ma si tratta, come abbiamo visto, di valutare l’influenza di ogni fattore, naturale o antropico. Anche oggi il clima continua a essere influenzato da fattori naturali e dalla sua variabilità interna, ma le attività umane sono diventate il fattore predominante nel determinare la sua evoluzione nel lungo periodo.
L’attuale riscaldamento globale continua a procedere e la temperatura aumenterà ancora nei prossimi decenni proprio a causa delle emissioni di CO2, con scenari diversi a seconda di quanto queste emissioni saranno abbattute.
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