Che cosa c’è di falso nell’intervista di Lavrov alla tv italiana - Facta
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Che cosa c’è di falso nell’intervista di Lavrov alla tv italiana

di Tommaso Canetta

Il 1° maggio il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov è stato ospite della trasmissione Zona Bianca in onda su Rete 4. Lavrov ha ribadito diversi argomenti della propaganda russa, alcuni dei quali dimostrabilmente falsi.

Facendo affidamento sulla traduzione simultanea in lingua italiana fatta durante la trasmissione, riportiamo una serie di dichiarazioni del ministro Lavrov – in particolare sugli obiettivi dell’invasione russa, sulla natura “nazista” dell’Ucraina e sul massacro di Bucha – e i fatti che ne dimostrano la scorrettezza.

No, la Russia non sta colpendo solo infrastrutture militari

Lavrov ha sostenuto (min. 7:48) che gli obiettivi dell’«operazione speciale» – come la propaganda di Mosca descrive l’invasione dell’Ucraina – sono state «le infrastrutture militari che si trovano in Ucraina». 

La distruzione di obiettivi civili da parte dell’esercito russo, e in alcuni casi di intere città, è un fatto ampiamente documentato, fin dal primo giorno del conflitto. 

Specularmente, i tentativi della propaganda russa di negare gli attacchi avvenuti contro obiettivi civili sono stati regolarmente dimostrati come falsi da diverse organizzazioni di fact-checking. 

No, l’Ucraina non è governata da un regime filo-nazista

Lavrov ha poi detto in diverse occasioni – qui (min. 9:29) per esempio – che il «regime» ucraino è diventato «uno strumento degli estremisti neonazisti».

Tra gli altri, i colleghi fact-checker di Afp hanno approfondito questo aspetto della propaganda russa. Se è innegabile che alcuni elementi dei reparti militari ucraini abbiano simpatie per l’estrema destra, è completamente fuorviante presentare tanto l’esercito ucraino quanto la popolazione come significativamente caratterizzate da simpatie naziste.

Alle ultime elezioni presidenziali il candidato dell’estrema destra Ruslan Kushulynskyi ha ottenuto l’1,6 per cento dei voti. Alle elezioni parlamentari del 2019 l’estrema destra ha ottenuto il 2 per cento dei voti. 

Anche il famigerato battaglione Azov vede tra le proprie fila, in particolare dopo l’inquadramento all’interno delle forze regolari ucraine, solo una minoranza di soggetti ideologicamente vicini all’estremismo di destra.

La disinformazione filorussa ha prodotto una vasta gamma di notizie false e immagini alterate per confermare la narrativa circa la natura nazista dell’Ucraina e degli ucraini, ma i fact-checker hanno verificato e smentito la veridicità di questi contenuti (tre esempi tra i tanti, qui, qui e qui).

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, è inoltre ebreo.

Sul punto Lavrov ha affermato (min. 13:20) che «potrei sbagliarmi, ma anche Hitler aveva origini ebraiche» e che i peggiori antisemiti sono ebrei. La prima affermazione è falsa, come abbiamo verificato di recente su Facta. La seconda ha scatenato la reazione indignata delle autorità israeliane: il premier isreaeliano Naftali Bennett ha accusato Lavrov di diffondere «menzogne».

No, gli orrori di Bucha non sono un «fake»

Interrogato sul massacro di Bucha, Lavrov ha dichiarato (30:45): «La verità qui è una sola: il 30 marzo i militari (russi) sono usciti da Bucha, il sindaco aveva dichiarato la vittoria, dichiarando che Bucha era tornata alla vita normale, e poi dopo 3 giorni hanno cominciato a far vedere questi morti. (…) È talmente evidente che sia un fake che qualsiasi osservatore lo può capire da un primo sguardo».

Questa è una tesi già ripetuta in passato più volte dalla propaganda di Mosca e regolarmente smentita. È dimostrato che alcuni dei cadaveri fossero già presenti, nelle stesse posizioni in cui sono stati trovati dalle forze ucraine quando sono entrate a Bucha dopo il ritiro delle truppe russe, nei giorni in cui la città era ancora sotto il controllo di Mosca.

La versione dei fatti propagandata dal Cremlino si è dimostrata falsa: i cadaveri non sono attori e le immagini in cui sembra che si muovano sono effetti ottici

È stato inoltre dimostrato che quando le truppe russe se ne sono andate da Bucha per strada erano presenti alcuni dei cadaveri visibili nei filmati diventati virali nei giorni successivi. E non è vero che le immagini delle salme sono apparse online solo tre giorni dopo il ritiro dei russi, come erroneamente sostenuto da Lavrov: il primo tweet che mostrava i cadaveri risale al 1° aprile 2022. 

Infine, non è vero che nelle immagini dei satelliti che hanno dimostrato la presenza dei cadaveri in strada prima che le truppe russe abbandonassero Bucha, le ombre avessero un’inclinazione tale da provare che fossero datate al 1° di aprile e non ai giorni di marzo in cui la città era sotto il controllo di Mosca.

In conclusione

Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, ospite di Zona Bianca su Rete4 il 1° maggio, ha fatto diverse affermazioni false, già controllate in passato dalla comunità internazionale composta da fact-checker e debunker.

È falso sostenere che la Russia miri a colpire solo obiettivi civili in Ucraina, non è vero che in Ucraina ci sia un grave e diffuso problema (anche al governo) di neo-nazismo ed è errato sostenere che a Bucha le tempistiche del massacro siano state inscenate dalle forze ucraine.

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