No, i pazienti asintomatici positivi alla Covid-19 non sono «guariti» e non saranno «sempre positivi al test» - Facta
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No, i pazienti asintomatici positivi alla Covid-19 non sono «guariti» e non saranno «sempre positivi al test»

Giovedì 27 agosto 2020 la redazione di Facta ha ricevuto su Facebook una segnalazione che chiedeva di verificare le informazioni contenute in un post pubblicato il 25 agosto sul social network. Il post oggetto della nostra verifica contiene un’immagine contenente un testo che recita: «Se hai contratto il Covid senza sintomi sei guarito ed hai sviluppato anticorpi. Sarai sempre positivo ai test. Capito l’inganno?».

Si tratta di un’informazione falsa.

Il post oggetto di verifica, pubblicato il 25 agosto 2020 su Facebook

Innanzitutto, non è vero che i pazienti affetti da Covid, ma senza sintomi, possono essere definiti «guariti». A spiegarlo è il Comitato tecnico scientifico istituito presso la presidenza del Consiglio dei ministri con l’ordinanza n.663 del 18 aprile 2020, che sul sito del ministero della Salute traccia la differenza tra «pazienti clinicamente guariti» e «pazienti guariti». Mentre ai primi basterà diventare asintomatici «per risoluzione della sintomatologia clinica presentata», anche in presenza di tampone positivo, un paziente può essere definito guarito a tutti gli effetti solo dopo la negatività «in due test consecutivi, effettuati a distanza di 24 ore uno dall’altro, per la ricerca di SARS-CoV-2».

Non si tratta di una mera differenza etimologica, ma di un vero e proprio protocollo medico, perché – e qui veniamo al secondo punto – non abbiamo alcuna certezza circa il pericolo di contagio rappresentato dai pazienti positivi asintomatici. Secondo un nuovo studio pubblicato il 6 agosto 2020 dai ricercatori della Soonchunhyang University (Corea del Sud), i pazienti asintomatici possiedono una carica virale simile a quelli che invece mostrano i sintomi tipici dell’infezione del nuovo coronavirus e sarebbero dunque altrettanto contagiosi. La ricerca si inserisce in quadro tutt’altro che univoco: mentre numerosi esperti – tra i quali il professor Massimo Galli, responsabile del reparto Malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano – mettono in guardia dal possibile pericolo di trasmissione rappresentato dagli asintomatici, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità tale rischio sarebbe molto basso.

Veniamo ora all’ultimo punto: davvero il test di un paziente asintomatico risulterà «sempre positivo»? Naturalmente no: il post oggetto di verifica confonde infatti il test sierologico – che individua la presenza di anticorpi al virus Sars-Cov-2, potendo così stabilire solo se la malattia è mai stata contratta, ma non se l’infezione è ancora in atto – con il tampone rino-faringeo, che cerca invece l’Rna virale, che scompare dopo la guarigione (ne abbiamo parlato approfonditamente qui).

È proprio quest’ultimo il test da effettuare per stabilire l’effettiva guarigione di un paziente positivo alla Covid-19 che risulterà negativo dopo l’eliminazione del virus.

In conclusione, i pazienti asintomatici non possono essere considerati guariti, nonostante lo siano a tutti gli effetti dal punto di visto clinico. Questo perché non conosciamo bene le dinamiche di diffusione della Covid-19 e in particolare il pericolo rappresentato dai pazienti positivi asintomatici. In ogni caso, non è vero che questa categoria di pazienti risulterà sempre positiva al test, dal momento che il tampone rino-faringeo dà esito negativo dopo l’eliminazione del virus.

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Comments (2)

  • Raffaello

    Ottima spiegazione

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  • carlo migliozzi

    Spiegazione molto chiara.Dovrebbero leggerla tutti

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