Negli Usa non esiste un’infermiera di nome Khalila Mitchell rimasta paralizzata dopo il vaccino anti-Covid - Facta
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Negli Usa non esiste un’infermiera di nome Khalila Mitchell rimasta paralizzata dopo il vaccino anti-Covid

Il 27 dicembre 2020 su Facebook è stata pubblicata un’immagine che mostra una donna nera con una mascherina sul volto. La foto è accompagnata da questo commento, scritto da chi ha pubblicato l’immagine su Facebook: «Lei è un infermiera del Tennessee (Nashville) che dopo 3 giorni dalla vaccinazione anticovid (pfizer) ha avuto la paralisi di bell. Lei si chiama Khalila Mitchell». Il riferimento è al vaccino contro il nuovo coronavirus prodotto dalla casa farmaceutica statunitense Pfizer insieme all’azienda tedesca BioNTech.

Si tratta di una notizia falsa. Andiamo con ordine.

L’immagine oggetto della nostra verifica proviene da un video pubblicato il 27 dicembre su Youtube che mostra una donna dichiarare di essere un’infermiera che lavora a Nashville, Tennessee, negli Stati Uniti d’America e di chiamarsi Khalilah Mitchell. La donna continua sostenendo che alcuni giorni dopo aver ricevuto il vaccino contro la Covid-19 avrebbe sofferto di una paralisi alla parte sinistra del suo volto e dichiara che si trattava della «paralisi di Bell».

Non è però chiara l’origine del video, né dove sia stato girato, né chi sia la persona che parla. Shelley Walker, direttrice dell’Ufficio per la comunicazione e le relazioni con i media presso il Dipartimento della salute del Tennessee, contattata dal sito di fact-checking statunitense PolitiFact ha dichiarato che nei loro registri non c’è alcuna traccia di un’operatrice sanitaria con il nome di Khalilah Mitchell. 

I colleghi di Lead Storie, dopo aver controllato i database di tutti gli altri Stati degli Stati Uniti d’America, hanno verificato che non esiste nessuna infermiera registrata con il nome di Khalilah Mitchell nell’intero Paese.

Infine, come abbiamo ricostruito in un precedente articolo, la paralisi di Bell è una forma frequente di paralisi facciale che ogni anno colpisce circa 20-30 persone su 100.000, dovuta a un malfunzionamento del nervo facciale e le cui cause non sono sempre chiare ma è di solito legata a infezioni virali o a disturbi immunitari. Alcuni soggetti non guariscono completamente, ma di norma si risolve del tutto in pochi mesi, anche senza trattamenti. 

In un documento riassuntivo sul vaccino Pfizer/BioNTech, pubblicato il 10 dicembre 2020 dalla Food and Drug Administration (Fda) statunitense (l’agenzia che si occupa, tra le altre cose, dell’approvazione di farmaci e vaccini per gli Stati Uniti d’America) si trova scritto che, durante lo studio clinico di fase 3 in cui è stata verificata l’efficacia e sicurezza del vaccino Pfizer-BioNTech, ci sono stati quattro casi di paralisi di Bell tra i 22.000 vaccinati. Il documento fornisce però anche delle importanti informazioni sul contesto. Si legge che «tra gli eventi avversi […] non gravi, c’è stato uno squilibrio di quattro casi di paralisi di Bell nel gruppo vaccinato, in confronto con nessun caso nel gruppo placebo» e che «i quattro casi nel gruppo vaccinato non rappresentano una frequenza superiore a quella attesa nella popolazione generale». In altre parole, benché effettivamente vi siano stati casi solo nel gruppo vaccinato, non è di per sé nulla di statisticamente anomalo: è un’eventualità che ci si potrebbe aspettare in qualsiasi gruppo di pazienti di quelle dimensioni. Più avanti nel documento si legge che «la frequenza osservata di casi riportati di paralisi di Bell nel gruppo vaccinato è coerente con il tasso di sfondo atteso nella popolazione generale, e non c’è nessuna base chiara sulla quale concludere una relazione causa-effetto al momento». L’Fda ha dichiarato comunque che sorveglierà i casi di paralisi di Bell durante la campagna di vaccinazione in Usa.

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