Lo scontrino che mostrerebbe il prezzo di una costata al Senato è del 2011 e non è un pasto per i senatori - Facta
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Lo scontrino che mostrerebbe il prezzo di una costata al Senato è del 2011 e non è un pasto per i senatori

Il 29 aprile la redazione di Facta ha ricevuto via WhatsApp la richiesta di verificare una fotografia che mostra uno scontrino che sarebbe stato rilasciato dalla mensa del Senato della Repubblica. Si legge che un pasto composto da «trofie», «insalata spinaci e parmigiano», «tagliata con rucola e grano», «ananas», «torta della nonna» e «bevande» sarebbe costato in totale 7,50 euro. La foto è accompagnata da questo commento: «VERGOGNOSI. Alla mensa del Senato la tagliata di manzo costa 3,41 euro. LA GENTE MUORE DI FAME, LORO INGRASSANO, CONDIVIDETE LA FOTO».

Questa notizia è fuorviante e circola in rete da 9 anni. Andiamo con ordine.

Lo scontrino in questione è stato pubblicato originariamente il 26 ottobre 2011 dalla pagina Facebook “Il popolo viola”, come si può verificare qui.

Come avevano ricostruito al tempo diversi siti di fact-checking e testate nazionali (qui, qui e qui) lo scontrino era stato emesso dalla mensa del Senato, luogo in cui mangia il personale che lavora a Palazzo Madama, non al ristorante riservato invece ai senatori. Pochi giorni dopo la pubblicazione del post sulla pagina Facebook “Il popolo viola” il senatore della Lega Cesarino Monti aveva pubblicato lo scontrino rilasciato dal ristorante del Senato e i prezzi, rispetto alla mensa per i dipendenti, erano differenti e nettamente più alti. Ad esempio il costo di un filetto alla griglia era di 24,06 euro.

Il 27 ottobre 2011 era inoltra stato pubblicato un comunicato stampa rilasciato da Palazzo Madama in cui si leggeva che i prezzi del ristorante dei Senatori erano stati «ricondotti ai livelli di mercato», mentre per quanto riguarda la mensa del personale si spiegava che come in «tutte le mense aziendali, pubbliche e private, il servizio è materia di trattativa sindacale. Pertanto il costo dei pasti è a carico degli utenti secondo gli accordi in vigore».

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