No, la Fda non ha chiesto di rimandare la pubblicazione dei dati sul vaccino Pfizer al 2076 - Facta
TOP

No, la Fda non ha chiesto di rimandare la pubblicazione dei dati sul vaccino Pfizer al 2076

Il 19 novembre 2021 la redazione di Facta ha ricevuto una segnalazione via WhatsApp che chiedeva di verificare le informazioni riportate in un articolo pubblicato il giorno precedente dal sito web Eventi Avversi News, di cui ci eravamo già occupati per alcuni casi di disinformazione a tema vaccini. 

L’articolo oggetto della segnalazione si intitola “La FDA chiede al giudice federale di concedere fino all’anno 2076 per rilasciare completamente i dati del vaccino Pfizer (no, non è un errore di battitura)” e spiega che «il governo [americano, ndr] protegge Pfizer dalle responsabilità» ma al tempo stesso «non permetterà di visionare i dati che supportano la sicurezza / efficacia del vaccino». Questo perché, spiega l’articolo, «la FDA ha chiesto a un giudice federale di far aspettare il pubblico fino all’anno 2076 per divulgare tutti i dati e le informazioni su cui si è basata per autorizzare il vaccino COVID-19 di Pfizer».

Si tratta di un’informazione presentata senza il contesto necessario alla sua comprensione, che veicola una notizia falsa. 

La Fda (Food and Drug Administration, l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici) non ha chiesto di rimandare al 2076 la pubblicazione dei dati sul vaccino prodotto da Pfizer. L’informazione è circolata in seguito a un Foia (Freedom of Information Act, una richiesta di accesso ai documenti della pubblica amministrazione) compilato da un’organizzazione non-profit che si batte per la pubblicazione e la condivisione dei dati scientifici chiamata Public Health and Medical Professionals for Transparency, che ha chiesto la pubblicazione dei dati su cui la Fda si è basata per autorizzare il vaccino Covid-19 di Pfizer. 

Sebbene i governi siano tenuti per legge a rispondere a questo tipo di richieste, la quantità di tempo necessaria per soddisfarle varia a seconda del numero di documenti da pubblicare, dal personale impiegato dall’agenzia interessata e dalla complessità dei documenti coinvolti (che in alcune occasioni devono subire un processo di verifica che garantisca la censura di informazioni sensibili). 

Il 15 novembre scorso, le parti interessate – ovvero Fda e Public Health and Medical Professionals for Transparency – hanno presentato un report congiunto alla Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il distretto del Texas, con l’obiettivo di tracciare le tempistiche per la pubblicazione dei documenti. Mentre la Public Health and Medical Professionals for Transparency ha stilato una tabella di marcia lunga 108 giorni, chiedendo la divulgazione completa dei dati entro il 3 marzo 2020, l’agenzia governativa ha calcolato di poter processare non più di 500 pagine al mese. Trattandosi di una documentazione di 329 mila pagine, questo significa che i dati completi saranno pubblicati nell’arco di 55 anni, ovvero entro il 2076.

A pagina 2 del suo report, la Fda scrive «La revisione e la censura dei rapporti è un processo che richiede tempo e che spesso richiede la consulenza di specialisti governativi, che devono analizzare ogni pagina riga per riga. Quando una parte richiede una grande quantità di documenti, come ha fatto il richiedente in questo caso, i tribunali in genere stabiliscono un programma in base al quale programmare la pubblicazione».

La palla passa ora al tribunale distrettuale del Texas, che dovrà stabilire i tempi e le modalità per la divulgazione dei documenti, in base alla capacità dell’agenzia governativa e alla complessità nel lavorarli. 

Ti è piaciuto l'articolo?

Lascia un commento

× WhatsApp