Mario Draghi non si è dimesso dalla carica di presidente del Consiglio - Facta
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Mario Draghi non si è dimesso dalla carica di presidente del Consiglio

Il 24 gennaio 2022 la redazione di Facta ha ricevuto una segnalazione via WhatsApp che chiedeva di verificare le informazioni contenute in uno screenshot circolato nei giorni precedenti sulla stessa applicazione di messaggistica istantanea. L’immagine mostra il presidente del Consiglio Mario Draghi insieme al testo «È finita, Draghi si dimette», ed è accompagnata da un commento in cui si legge: «La bomba a poche giorni dalle votazioni, arriva la conferma da palazzo».

Si tratta di un’informazione pubblicata senza il contesto necessario alla sua comprensione, che veicola una notizia falsa. 

Innanzitutto, alla data del 24 gennaio 2022 e al momento in cui scriviamo Mario Draghi è ancora il presidente del Consiglio italiano in carica e la notizia delle sue dimissioni non è riportata da nessun comunicato ufficiale o mezzo d’informazione. Lo screenshot oggetto della nostra verifica proviene dalla pagina Facebook Raggio Di Sole (336 mila follower mentre scriviamo), che si occupa di diffondere gli articoli del sito web Tv Zap utilizzando il clickbaiting, ovvero l’adescamento di lettori attraverso l’utilizzo di titolo fuorvianti. 

Nel primo commento dello stesso post Facebook troviamo infatti il riferimento alla notizia pubblicata da Tv Zap: si tratta di un articolo del 21 gennaio 2022, che riporta le dichiarazioni del senatore del Partito Democratico Luigi Zanda, che erano state originariamente pubblicate dalle testate Libero e Il Giornale. Secondo Zanda, «​​se Draghi non va al Quirinale dovrebbe presentare le dimissioni da presidente del Consiglio al nuovo presidente della Repubblica. È la prassi e dovrebbe farlo anche lui». 

Zanda fa riferimento a una prassi ormai consolidata nella storia della Repubblica italiana, sebbene non codificata in una legge o in un regolamento veri e propri, che consiste nelle dimissioni “di cortesia” rassegnate dal presidente del Consiglio al nuovo presidente della Repubblica, che a sua volta respinge tali dimissioni. 

Si tratta insomma di un semplice rituale, possibile solo dopo le elezioni del nuovo capo dello Stato, che inizieranno alle ore 15 del 24 gennaio 2022. Il successore di Sergio Mattarella potrà essere scelto tra qualsiasi cittadino o cittadina con più di 50 anni e sarà eletto da un’assemblea composta da 1.009 cosiddetti “grandi elettori” (tutti i parlamentari in seduta comune, più 58 delegati regionali scelti dai consigli delle regioni italiane). Il quorum necessario a eleggere il prossimo inquilino del Quirinale è di due terzi dell’assemblea per i primi tre scrutini (la cosiddetta “maggioranza qualificata”) dopodiché basterà il cinquanta per cento più uno dei voti.

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