Perché la teoria di Stefano Scoglio sui tamponi che gonfiano i positivi è sbagliata - Facta
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Perché la teoria di Stefano Scoglio sui tamponi che gonfiano i positivi è sbagliata

Abbiamo ricevuto più volte (la prima il 29 ottobre 2020) la segnalazione via Whatsapp di una nota Facebook intitolata La ciliegina truffaldina sulla torta avvelenata dei tamponi, pubblicata il 28 ottobre 2020 e a oggi condivisa oltre 10.000 volte. La nota è firmata dal dottor Stefano Scoglio, secondo un documento del Comune di Urbino «candidato al Nobel» e ricercatore specializzato in estratti terapeutici di alghe, che ora dirigerebbe – secondo il suo profilo sul social network professionale LinkedIn – un «Centro di Ricerche Nutriterapiche» a Urbino. 

In questa nota si argomenta che i tamponi molecolari non sarebbero specifici per il nuovo coronavirus Sars-CoV-2, agente della pandemia di Covid-19, ma potrebbero invece indicare la presenza di altri virus, aumentando falsamente il numero dei positivi.

Si tratta di un’informazione falsa, ma per capirlo dobbiamo approfondire brevemente il funzionamento dei cosiddetti tamponi molecolari.

Come funziona un tampone

Quando viene fatto un tampone, si preleva dal naso e dalla faringe una piccola quantità di materiale biologico in cui può nascondersi il virus che cerchiamo. In particolare si va alla ricerca del materiale genetico del coronavirus Sars-CoV-2. Come garantire che non ci facciamo ingannare da altri virus?

Qui interviene la tecnologia Pcr, acronimo che sta per Polymerase chain reaction o «reazione a catena della polimerasi». Senza entrare troppo nei dettagli, possiamo immaginarla come una specie di fotocopiatrice molecolare che fa miliardi di copie (nel gergo dei biologi molecolari si dice che amplifica) di una molecola di Dna che desideriamo. L’idea è che, se anche ci fossero pochissime molecole di partenza, possiamo «fotocopiarle» fino ad averne una quantità rilevante in provetta – è lo stesso meccanismo che replica il Dna delle nostre cellule.

Se la nostra provetta è piena di Dna — basta un apposito colorante fluorescente per saperlo — vuol dire che la “fotocopiatura” è avvenuta e possiamo dedurre che in origine la nostra provetta conteneva almeno una copia del genoma virale. Se invece non c’è virus, la nostra “fotocopiatrice” molecolare non avrà niente da copiare e non troveremo nulla. 

I più pignoli potrebbero notare che i coronavirus hanno un genoma a Rna, un tipo di acido nucleico leggermente diverso dal Dna. Ma niente paura: possiamo copiare questo Rna in Dna con un enzima, e poi applicare lo stesso identico metodo. Si tratta solo di un passaggio in più.

Come facciamo però a essere sicuri di «fotocopiare» (amplificare) solo la molecola che ci interessa, con tutte le molecole di Dna e Rna che si trovano in un campione biologico umano? Per funzionare, la Pcr ha bisogno di due piccoli pezzettini di Dna, chiamati primer, che legano l’inizio e la fine della sequenza di Dna che ci interessa – un po’ come la frase iniziale e finale di un paragrafo di un libro. Questi primer vengono appositamente progettati in laboratorio per legare solo la sequenza desiderata.

L’argomento di Scoglio

La nota pubblicata da Stefano Scoglio attacca proprio quest’ultimo punto. I primer del test per il coronavirus Sars-CoV-2 non sarebbero abbastanza specifici, perché la loro sequenza, a detta di Scoglio, non è stata ben progettata. Sarebbe, a suo dire, identica sì a quella di Sars-CoV-2, ma anche a quella di altri coronavirus. Se così fosse il tampone potrebbe identificare come «positivo» al Sars-CoV-2 una persona in realtà affetta da un altro coronavirus.

È vero, infatti, che ci sono altri coronavirus umani comuni, come i beta-coronavirus OC43 e HKU1, o gli alfa-coronavirus 229E e NL63, che sono diffusi nella popolazione e causano infezioni di norma simili a un raffreddore.

A supporto della sua affermazione Scoglio mostra un grafico, ottenuto da un documento tecnico dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sui tamponi, che mostrerebbe le differenze tra la sequenza dei primer usati in un tampone per Sars-CoV-2 e altri coronavirus. A prima vista, le differenze sono spesso pochissime o nulle. Inoltre, come nota Scoglio, all’inizio i tamponi cercavano di amplificare tre geni diversi del coronavirus Sars-CoV-2, e davano risultato positivo solo se li trovavano tutti e tre. Dalla circolare ministeriale del 19 marzo 2020, in «aree con diffusa trasmissione Covid-19 è considerata sufficiente quale diagnosi di laboratorio la positività al test RT-PCR rilevata su un singolo gene target di SARS-CoV-2». Spesso uno di quei geni simili o addirittura identici, nel diagramma mostrato da Scoglio, ad altri coronavirus. 

La realtà dei fatti

A differenza di quanto sostiene Scoglio, però, sappiamo che i test Pcr per il tampone sono estremamente specifici proprio per Sars-CoV-2. Chi progetta i tamponi infatti sa bene che bisogna evitare le cosiddette reazioni incrociate con altri virus che rischiano di falsare il risultato, e quindi tutti i test commerciali vengono testati proprio con campioni di altri virus per accertarsi che non ci siano falsi risultati positivi. Grazie a questi controlli sappiamo che i tamponi per Sars-CoV-2 non danno nessuna positività quando testati con altri virus, inclusi gli altri coronavirus umani. Lo mostra proprio lo stesso documento Oms da cui Scoglio ha tratto il grafico della sua nota, e lo mostrano altri studi indipendenti, per esempio qui, qui e qui

Dov’è l’errore nel ragionamento di Scoglio? Come ci ha spiegato il genetista molecolare Marco Gerdol, ricercatore all’Università di Trieste, in realtà Scoglio non si accorge che le sequenze genetiche presentate in quell’immagine identificano solo i cosiddetti sarbecovirus, sottocategoria dei coronavirus a cui appartengono alcuni virus dei pipistrelli, il virus Sars-CoV-2 e il virus Sars-CoV-1. Quest’ultimo era il virus causa della Sars, ma non è più in circolazione dal maggio 2004. Come ci ha detto Gerdol «potenzialmente un positivo al test potrebbe avere la Sars, o essere lo sfortunato protagonista di una zoonosi non documentata da un ipotetico nuovo virus Sars-CoV-3. Ma certamente non c’è nessuna possibilità che il test risulti positivo a causa dei coronavirus umani OC43, HKU1, NL63 o 229E». E infatti gli esperimenti mostrano che non accade.

Per chi volesse esserne sicuro, e per chi volesse addentrarsi nei dettagli tecnici, Gerdol ci ha aiutato a confrontare le sequenze del gene E di Sars-CoV-2 (e i primer del tampone) con quelle degli stessi geni dei coronavirus che infettano comunemente gli esseri umani. È il gene che preoccupa di più Scoglio, in quanto secondo lui «il gene E del SARS-Cov-2 è identico al 100% a quello del SARS-Cov-1, e probabilmente a quello di tutti i SARS coronavirus». 

Se guardate con attenzione l’immagine sopra, confrontando la fila di letterine indicate come primer_FOR e primer_REV con gli altri virus, vedrete che corrispondono alla sequenza di Sars-CoV-2, ma non agli altri coronavirus umani comuni. In altre parole, la Pcr usata nel tampone molecolare per Sars-CoV-2 non potrebbe mai «fotocopiare» per errore frammenti del genoma di altri comuni coronavirus e dare quindi un falso risultato positivo.

In conclusione

L’ipotesi complottista che il numero dei contagiati da Sars-CoV-2 sia artificialmente gonfiato da test non specifici si è ripresentata più volte; ne abbiamo già discusso un’altra variante qui. In questo caso la nota di Scoglio mostra dati e argomenti che possono essere convincenti a un occhio inesperto, ma che in realtà sono del tutto fuori contesto.

Come abbiamo visto, e come dimostrano peraltro i documenti stessi che Scoglio cita a supporto della sua analisi, l’unico virus in circolazione con cui il tampone può dare risultato positivo, al momento, è il virus Sars-CoV-2. Gli unici altri virus con cui il tampone può dare positività sono il virus della scomparsa Sars o altri virus analoghi dei pipistrelli che non circolano nell’essere umano. Non c’è alcuna possibilità che i tamponi, se correttamente progettati, possano dare falsi positivi dovuti ad altri coronavirus umani in circolazione: lo dimostrano sia l’analisi genetica, sia gli esperimenti.

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Comments (102)

  • Flavia

    Wow! Quanta solerzia! Belll’articolo! Suggerirei di farli sempre articoli di smentita così accurati, non solo ed unicamente per il caso in questione…

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  • Gianluca

    Lo diceva pure l inventore che i tamponi non servono per fare diagnosi

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  • Ivo

    Ma se anche l’inventore del tampone ha affermato che la procedura ha una percentuale di errore superiore all’80 per cento che andate a scrivere falsità. Siete voi i propagatori di fake new e nessun’altro.

    reply
  • Alessandro Catini

    Grazie del chiarimento, molto utile.

    reply
  • Maurizio

    Una sola domanda: come si coniuga l’uso del tampone e del test PCR a fini diagnostici con le dichiarazioni del suo stesso inventore, dott. kary Mullis, che ne ha sempre sconsigliato l’uso per tali finalita?

    reply
    • Facta

      Buongiorno Maurizio,
      della questione legata all’inventore del test PCR abbiamo parlato in QUESTO ARTICOLO

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      • Angelo

        Come spiegate allora che i test in commercio non distinguono il covid dalla comune influenza? Come giustificate che non si cerchino più contemporaneamente i 3 geni ma è sufficiente uno solo? Visto che il virus non è stato isolato sarebbe più sensato rendere la ricerca con primer di sequenze nucleotidiche ipotizzate la più accurata possibile. Perché non smentite anche la possibilità evidenziata da Scoglio che il test possa intercettare vescicole cellulari, in tutto e per tutto simili a virus, come gli esosomi? Altro che pipistrelli.

        reply
        • Facta

          Buongiorno Angelo,
          è tutto spiegato in QUESTO ARTICOLO.
          Se dovessi avere bisogno di chiarimenti, siamo a tua disposizione.

          reply
  • Antonio Graci

    Kary Mullis inventore di questa tecnica e premio Nobel per la chimica, morto lo scorso anno ha precisato che ha valore statistico e non diagnostico.
    Presenza di esosomi possono essere scambiati per virus dove il virus non c’è.

    reply
  • lisa

    Il creatore dei tamponi ha detto che sono uno strumento di ricerca e non di diagnostica. Mi sembra che già dica tutto.

    reply
  • Antonio

    E quindi togliete anche il premio Nobel a kary Mullis che ha sostenuto che il tampone serve per la ricerca e non per la diagnosi.

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  • Anna

    Rispondete con il confronto, così non ha nessun senso! Noi non siamo scienziati,ma chi ha scritto l’articolo ha diritto di dire la sua!

    reply
  • Sabrina Masu

    Attendo analoga analisi sull’intervento del creatore di questi test che sostiene come non possano essere utilizzati come metodo diagnostico. Grazie per l’aiuto.

    reply
    • Facta

      Buongiorno Sabrina,
      ne abbiamo parlato in QUESTO ARTICOLO

      reply
      • ferentani mauro

        Bisognerebbe sentire Scoglio dopo che ha letto questo articolo.

        reply
        • Facta

          Buongiorno Mauro,
          ha scritto un articolo di risposta al nostro.

          reply
    • Stefano Pignotti

      Esatto

      reply
  • Alessio Pimpinella

    Nel casino di informazioni false è bene che siano avvisati coloro che le condividono così da orientare nel giusto la notizia

    reply
  • Marco Lehnus

    Ma al dr. Scoglio è stata fatta questa contestazione? Cosa ha risposto?

    reply
  • Antonio Fasano

    Ok… Confronti… Una diatriba dal vivo…

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  • Grazia Maria Grasselli

    Perché non riesco/posso condividere qs articolo?

    reply
    • Facta

      Buongiorno Grazia Maria,
      in fondo alla pagina (in basso a destra trovi l’icona di Facebook o twitter per condividere l’articolo.
      In alternativa puoi copiare il link (nella barra in alto nel browser) e incollarlo sul social.

      reply
  • Ciccio

    Purtroppo la vostra spiegazione, seppur dettagliata, non convince.
    Il virus non risulta sia stato isolato pertanto ci si chiede come sia stato possibile studiarne il suo genoma e progettare il tampone.
    Inoltre vi sono prove documentate e filmate da privati che dimostrano che l’affidabilità del tampone è circa il 50% In pratica si potrebbe anche lanciare una moneta anziché farlo.

    reply
  • Simone Bernabei

    Intanto partite da un presupposto sbagliato, ossia usare la PCR per fare diagnosi.
    Lo stesso Kary Mullis, inventore della PCR, disse più volte che questa metodologia serviva per la ricerca e non per la diagnosi. Inoltre, come se non bastasse quanto già detto, anche sui riferti dei tamponi c’è scritto che risultano positivi oltre i 35 cicli di PCR e che quindi sono persone che non hanno possibilità di infettare nessuno.
    Le vostre “storielle” le potete far bere a chi non ci capisce assolutamente nulla.
    Mi fermo qui, perché non ho tempo da perdere, ci sarà chi contesterà il vostro articolo punto per punto.

    reply
    • Facta

      Buongiorno Simone,
      della questione legata all’inventore del test PCR abbiamo parlato in QUESTO ARTICOLO

      reply
  • Ivan

    Dovete smetterla di smentire notizie vere spacciandole per false, so benissimo come funziona la PCR e le vostre argomentazioni non stanno in piedi.

    reply
    • Facta

      Buongiorno Ivan,
      quindi puoi anche smentire quello che abbiamo scritto con fatti.

      reply
  • P.

    Grazie per le delucidazioni

    reply
  • Ludovica

    Grazie x il chiarimento
    Visto che è stato condiviso 10000 volte forse era opportuno fermarlo prima, o no?

    reply
    • Facta

      Buongiorno Ludovica,
      è umanamente impossibile bloccare i post prima che vengano pubblicati, su Facebook infatti vengono pubblicati 41mila post al secondo, su twitter 278mila tweet al minuto, e su Instagram 3600 foto al secondo.

      reply
  • Angela

    Sarebbe interessante sentire la replica di Scoglio

    reply
  • Renata

    Grazie per avermi spiegato bene tutto e soprattutto per il vostro lavoro di controllo e chiarimento.Grazie mille!

    reply
  • Luca

    Pareri differenti ognuno libero di credere a chi vuole, magari non seguendo ordini o di parte

    reply
    • Alberto

      É veramente snervante dover smentire la marea di idioti che credono a qualunque cosa…eppure Google é vasto, basterebbe indagare sulle riviste scientifiche. Ancora più degrado che ci sia una marea di imbecilli che credono che l’inventore della Pcr abbia detto di non considerare i tamponi come metodo diagnostico. Ma se una persona ha studiato per anni, e voi no, avrà pure un minimo di diritto in più di essere creduto? Ma che cazzo..comunque, grazie per il tuo prezioso lavoro di debunking.

      reply
      • rokko

        Bravissimo, concordo, anche se personalmente, più che snervante, lo trovo frustrante. Constatare che almeno la metà delle persone in circolazione non solo non è in grado di valutare l’autorevolezza delle fonti, ma per di più ritiene di essere più preparata degli specialisti in qualsiasi campo, perchè ha letto chissà cosa e chissà dove su Facebook, è una cosa tristissima e umiliante per una specie che si fa chiamare “homo sapiens”.

        reply
  • Stefano

    Perfetto. Unico appunto quel “se progettati correttamente”. Buon lavoro

    reply
  • paul MARIN

    Questo articolo non ha senso.. E pieno di contradizioni dal inizio alla fine..
    Purtroppo…

    reply
    • Facta

      Buongiorno Paul,
      potrebbe indicarcele?

      reply
  • Emilia

    Grazie mille molto interessante

    reply
  • Ana

    Di indipendente non c’e niente! Tutto ha un scopo, un fine!

    Per quanto riguarda la PCR, è un metodo che NON va utilizzato in scopo diagnostico ma SOLO in scopo di ricerca proprio per il alto numero di falsi positivi. Lo dice proprio chi lo ha inventato….che poi stranamente è morto l’anno scorso… Coincidenza vero?

    reply
    • Facta

      Buongiorno Ana,
      della questione legata all’inventore del test PCR abbiamo parlato in QUESTO ARTICOLO

      reply
    • Zazzo

      La PCR (ed RT-PCR) viene utilizzata continuamente in medicina, anche per l’influenza.
      Basta sfogliare un libro di medicina, ad esempio il manuale Merck, che si trova online, per rendersi conto di come la tecnica non solo venga frequentemente utilizzata, ma sia tra le più adoperate in virologia. Solo alcuni esempi: Herpes Simplex, morbillo, parotite, varicella, rosolia, CMV, influenza, encefaliti virali, febbri emorragiche, e bla bla bla.
      Per ogni infezione virale quando la clinica non è dirimente, insomma.
      Smettetela di ripetere le cose a pappagallo.

      reply
      • Paolo

        e quindi?

        reply
        • Zazzo

          La mia impressione era che molti non sapessero che la PCR fosse una tecnica validata per la diagnosi di tante altre malattie infettive.
          Temevo che qualcuno la ritenesse applicata giusto giusto per il SARS-COV-2, circostanza che avrebbe magari giustificato maggiormente lo scetticismo verso la tecnica.
          Ora, dopo che le ho dimostrato come se ne faccia già un ampio uso diagnostico in virologia (ma anche batteriologia ed altri ambiti), per altre malattie, lei mi risponde con un ” e quindi?” che non so bene come interpretare. Ci provo:

          1) intende forse che l’utilizzo per altre malattie infettive non garantisce che possa avere validità anche per il SARS-COV-2? Sono d’accordo: la validità o meno non può basarsi su un ragionamento induttivo per cui, se funziona in tot. malattie, funzionerà sicuramente anche per il SARS-COV-2. Questo punto di vista, però, smentisce l’assunto secondo cui “non può essere usata per fare diagnosi di malattie infettive”. Non sarebbe applicabile per il SARS-COV-2, al massimo;

          2) intende forse che il fatto che venga ampiamente utilizzata non implica la legittimità del suo utilizzo per finalità diagnostiche? In questo caso sta disconoscendo la virologia attuale come scienza, che della PCR fa un uso massiccio. In tal caso, come direbbe qualcuno, per affermazioni straordinarie servirebbero prove straordinarie.

          Insomma, mi pare proprio che “tertium non datur”: o si sta negando esclusivamente la validità della PCR nel caso specifico del SARS-COV-2, o si sta disconoscendo in toto la virologia attuale come scienza.

          Piccola nota finale: Mullis non ha mai affermato che la tecnica non potesse avere un uso diagnostico

          reply
  • Umberto Mari

    Resta il fatto che i test non, sono, validati, a Differenza di quanto sostiene l’articolo, lo dice la commissione europea,che li mette fuorilegge dal 2022, non, scoglio, che il concetto di malattia prevede la Presenza di sintomi e non di semplici Positività, resta il fatto altresi che chi ha inventato e studiato (credo) la Tecnica dei tamponi, tal kary mullis, ha esplicitamente affermato che non è una tecnica con la Quale si può fare diagnosi di mattia, resta il fatto che il virus muta è I tamponi no, resta il fatto che per una ipotetica Positività a cosa, si blocca il mondo intero comprese le cure per chi ha la colpa di ammalarsi di altro. Probabilmente a me vengono meno alcune basi di studi universitari, lo ammetto, ma la logica non si impara a scuola, la logica si sviluppa osservando la vita con spirito critico, in questo caso non mi sembra che le forze scese a combattere il virus, abbiano puntato il mirino sul bersaglio esatto.

    reply
    • Facta

      Buongiorno Umberto,
      abbiamo parlato delle dichiarazioni di Kary Mullis in questo articolo

      reply
  • Marco Davigo

    Complimenti per la qualità e i dettagli delle info. Ormai siamo abituati ad una info fatta da gente che straparla.
    Ho notato che è stata mossa qualche obiezione al vostro lavoro ma dal tenore del commento si ha l’impressione che il “commentatore” non abbia letto l’articolo.
    Da lungo tempo, anche sul lavoro, sembra che un argomento più lungo di 10 righe venga letto molto sbrigativamente lasciando spazio alle “interpretazioni”……tempi moderni.

    reply
  • Serena

    Perché ad ogni commento dubbioso o che chiede un confronto diretto, o non rispondete o scrivete “ne abbiamo parlato in questo articolo”?

    reply
    • Facta

      Buongiorno Serena,
      a quale commento fai riferimento?
      Se ne abbiamo parlato in un altro articolo, è perchè abbiamo già affrontato quell’argomento e semplicemente indichiamo che a quel commento si può trovare una risposta in quell’articolo,

      reply
  • Paolo

    Le vostre, ammissibili come le altre, sono opinioni, non date alcuna base scientifica. Poi vorrei farvi una domanda: siete medici?

    reply
    • Facta

      Buongiorno Paolo,
      nel nostro articolo sono presenti circa 9 collegamenti a tutti i referimenti scientifici di cui parliamo.

      reply
  • Domenico Natale

    Salve, avrei dei dubbi sulla veridicità della presunta candidatura al Nobel per la Medicina o la Fisiologia del 2018. È possibile risalire ad una fonte diversa da quella del comune di Urbino? Lo chiedo perché solitamente la candidatura al Nobel è un processo estremamente confidenziale e la lista delle persone che vengono nominate ogni anno è tenuta riservata e undisclosed per 50 anni, prima che possa essere resa pubblica, come tra l’altro correttamente indicato sul sito del NobelPrize: https://www.nobelprize.org/nomination/medicine/
    Saluti
    Domenico Natale

    reply
    • Facta

      Buongiorno Domenico,
      grazie mille, ci guardiamo subito.

      reply
    • Burlamacco

      Anche io posso tranquillamente affermare di essere stato candidato al nobel, senza che nessuno possa mai smentirmi: i candidati al Nobel, come hai fatto notare, possono essere rivelati solamente dopo 50 anni. Pratico, vero?

      reply
  • Stefano Pignotti

    Come mai non appare il mio commento. L’avete cancellato

    reply
    • Facta

      Buongiorno Stefano,
      ci sono tanti commenti a cui dobbiamo rispondere, a breve risponderemo anche a lei.

      reply
  • Giorgio

    Bravissimi, avete cancellato la mia risposta che riportava il link con la replica del dott. Scoglio. Chiaramente perché è più facile far finta di nulla, visto che probabilmente non siete in grado di replicare

    reply
    • Facta

      Non abbiamo cancellato nulla, semplicemente i commenti vanno approvati prima di essere pubblicati (per evitare che vada online spam).
      L’articolo lo abbiamo visto e la persona che ha scritto il nostro articolo lo sta leggendo in questo momento.

      reply
    • Facta

      Buongiorno Valter,
      abbiamo visto grazie.

      reply
  • Stefano

    Mi risulta che i candidati al premio Nobel rimangano anonimi, come esplicitamente indicato nel sito del premio Nobel
    https://www.nobelprize.org/nomination/medicine/

    Lo scritto del comune di Urbino, pertanto, andrebbe indicato in una maniera diversa e utilizzando il condizionale.

    reply
    • Facta

      Buongiorno Stefano,
      «candidato al Nobel» è sottolineata in giallo e può essere cliccata, si tratta di un collegamento al documento del Comune di Urbino dove è riportato che il «Dr. Scoglio è rientrato
      nella rosa dei candidati al Premio Nobel 2018 per la Medicina e la Fisiologia».

      reply
  • Stefano

    Il resto dell’articolo è, ovviamente, puntuale e corretto.

    reply
  • Margius

    Spiegazione per niente convincente.Va isolato il virus e studiato il genoma.

    reply
  • Luigi Gallo

    Ho letto il chiarimento in replica del dr. Scoglio (https://bit.ly/2ImA1CA) e francamente mi sembra molto più dettagliato e preciso di questo articolo alquanto confuso e superficiale. Non dico che si debba essere d’accordo ma un minimo di approfondimento, se non scientifico almeno di informazione, credo che non farebbe male agli autori se vogliono ambire a fare del buon giornalismo (la scienza sembra infatti una meta ancora per loro piuttosto lontana).

    reply
    • Facta

      Buongiorno Luigi,
      abbiamo visto, grazie mille. Pubblicheremo sicuramente una risposta.

      reply
  • Marco

    Solo far notare un modo di argomentare quanto meno discutibile del post originale.
    Là si afferma che

    “… il gene E del SARS-Cov 2 è identico al 100% a quello del SARS-Cov1, e probabilmente a quello di tutti i SARS coronavirus (nella penultima riga non ci sono variazioni di lettere)”.

    Quella magica parolina, “probabilmente”, nel successivo “ragionamento” dell’esimio professore altrettanto magicamente scompare.

    Da cui poi il “ragionamento” prosegue per cui il gene E diventa identico al 100% a quello di tutti i SARS coronavirus. Solo che qui, se “probabilmente” scompare, una lettura veloce, impressionata da quel “identico al 100%” finisce per leggere anche “sicuramente”.

    Bel modo di argomentare, degno di un candidato al premio Nobel.

    reply
    • Rokko

      Infatti. Un presunto candidato al Nobel che pubblica solo su Facebook, quanto meno dovrebbe far accendere una lampadina nella testa di chi lo legge, ed invece..
      Ne ha dette tante, dalla A alla Z. Inizi dalla A: il virus non è mai stato isolato. Pubblichi i suoi dati riguardo ciò sulle riviste scientifiche, si confronti con chi il virus dice di averlo isolato, dopo di che, se avrà ragione lui, si passerà alla B, altrimenti taccia.
      Cosa non si va per vendere qualche integratore alimentare in più.

      reply
  • Cincinnatus

    Articolo ben fatto e ben documentato da bibliografia del dott. Salmaso . Consiglio a tutti la lettura .
    https://comedonchisciotte.org/covid-19-labc-dei-tamponi/

    reply
    • rokko

      Ben fatto mica tanto e ben documentato mica tanto. Lei che ne consiglia la lettura, lo ha letto? Ci sono i soliti cavalli di battaglia dei no vax/no covid/no big pharma/no bill gates/ecc., dati come al solito così, senza nessuna spiegazione o riferimento.

      reply
      • Cincinnatus

        Sai leggere la bibliografia in basso all’articolo ?? Basta che punti il mouse e clicchi sui link che ti collegano ai documenti ufficiali. Su dai non è difficile

        reply
        • rokko

          La domanda corretta sarebbe: tu che chiedi a me se so leggere la bibliografia, hai dato uno sguardo? Due esempi per tutti, mi trovi nei “documenti ufficiali” dove ci sarebbe scritto che “la contagiosità di SARS-CoV-2 è inferiore a quella dell’influenza stagionale” ? Oppure che “i falsi positivi hanno enorme rilevanza sul piano epidemiologico”? Non basta mettere dei riferimenti (peraltro alcuni autoreferenziali, quindi invalidi), occorre anche che dagli stessi siano reperibili le informazioni riportate nel testo, ma ciò non succede e dunque il testo è un vaneggiamento.
          Invece di fare battute come “su dai non è difficile”, guardati tu i riferimenti e dimostra che quei dati ci sono. Visto che, come dici tu, non è difficile, non dovresti far fatica. Ah una cosa: il riferimento a se stessi non vale, e nemmeno a un altro blog, le fonti devono essere autorevoli, quali Istat, Iss, Oms, ecc., meglio dirlo prima altrimenti rischio che tu mi porti delle robe del genere.

          reply
  • rokko

    Io comunque non capisco. C’è il lavoro di migliaia di ricercatori e medici di tutto il mondo, che pubblicano su riviste scientifiche dati e studi sul nuovo coronavirus. E poi c’è un tizio, che pubblica SOLO su Facebook, Youtube, ecc. che mette in dubbio che le migliaia di tizi di cui sopra abbiano veramente isolato il virus, o che il tampone sia inutile, ecc. ecc., ed invece di chiamarlo “blogger” lo chiamano “premio nobel” e gli danno pure retta.
    Io non lo avrei proprio considerato, almeno finchè anche una sola delle sue chiacchiere non fosse finita su qualche rivista scientifica.
    Dimostri lui che il virus non è stato mai isolato, o che i tamponi sono inutili, dati alla mano. E non porti UN referto come prova, dimostri che la stragrande maggioranza dei referti sono fatti così. Se no, sono chiacchiere da blogger.

    reply
    • Cristian

      io se vuoi ti porto personalmente Nomi e Cognomi di positivi che non hai mai fatto il tampone…

      reply
      • rokko

        Non ho capito cosa mi porti. Che intendi per “positivi che non hai mai fatto il tampone”?

        reply
    • Paolo

      Secondo te Zangrillo o Scoglio dovrebbero dimostrare “che non è mai stato isolato il virus”… Questo dimostra come non ti intendi di scienza e parli senza conoscere un bel niente, senza offesa. Sintetizzo molto: di solito le scoperte scientifiche vengono pubblicate nelle riviste scientifiche: tali scoperte sono vere, finchè qualcuno non dimostra il contrario. Ma sono le SCOPERTE che devono essere pubblicate, non le prove che una scoperta non esiste. Quindi come si fa a dimostrare che il covid19 non esiste se è risaputo che nessuno ha mai pubblicato su riviste scientifiche l’INTERA CATENA di Rna del virus, ma solo alcuni frammenti di essa?

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      • rokko

        Ma guarda che ti sbagli, l’hanno pubblicato eccome. E non in un caso, ma in migliaia, e l’hanno messa in un database pubblico, consultabile da chiunque, tanto è vero che si conoscono già le mutazioni genetiche.
        Sta a chi dice che questi lavori sono falsi dimostrarlo. Se io dico che tu sei un ladro di galline, sono io che devo dimostrarlo, non tu che devi dimostrare di non esserlo.
        E poi cosa c’entra Zangrillo, che è un bravo medico? Io non l’ho nominato.

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      • Vittoria

        Concordo in pieno con le sue parole. La tesi secondo la quale il virus non sia stato ancora isolato è del tutto credibile. Aggiungo quindi che il cosiddetto vaccino non possa essere realizzato in modo preciso. Sappiamo bene che per molti virus non esiste la possibilità di un vaccino, se poi il virus non viene isolato completamente l’impresa diventa titanica.
        Mi rimane ancora un dubbio, perché sono state vietate le autopsie sui primi deceduti? Lo sanno anche i miei gatti che un cadavere non può emettere particelle contenenti un virus! Il mio dubbio mio fa pensare che abbiano deliberatamente voluto evitare che si arrivasse a scoprire il perché dei decessi per procurarne molti di più e terrorizzare in tal modo le persone con poche conoscenze e competenze.

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        • Facta

          Buongiorno Vittoria,
          dove ha letto che il virus non è stato isolato?
          Per quanto riguarda il divieto di effettuare autopsie ne abbiamo parlato in questo articolo.

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  • Rokko

    Infine, poi non parlerò mai più di Stefano Scoglio se non per chiedere se ha pubblicato qualcosa altrove che su Facebook, nella sua risposta, con aria di chi vuole perculare, scrive “Marco Gerdol, chi sarebbe?”
    Bene, non che Marco Gerdol sia particolarmente conosciuto, ma anche Scoglio se non fosse per i no-vax sarebbe un signor nessuno.
    Su Scopus Gerdol risulta avere più pubblicazioni (83 vs 14) ed un H-index maggiore di quello di Scoglio (21 vs 7). Le pubblicazioni di Scoglio sono tutte sulle microalghe. Un po’ poco per atteggiarsi ad esperto di biologia.

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    • Carmine

      Peraltro:
      – nelle pubblicazioni di maggior “successo” fra quelle (poche) accreditate, dalla collocazione nella lista degli autori si direbbe abbia avuto al piu’ un ruolo secondario… un po’ poco per arrogarsi di essere stato candidato al nobel (e’ ripugnante questa cosa, diciamolo, soprattutto perche’ viene introdotto in questo modo per rendere una parvenza di autorevole competenza scientifica);
      – si occupa di vendita di prodotti “nutriterapici” (nutrigea) …
      – non ho trovato sul Web niente su questo “centro di ricerche nutriterapiche” (“convenzionato con il
      Dipartimento di Scienze Biomolecolari, Sezione di Biochimica Clinica, Università degli Studi Carlo Bo di Urbino”) di cui sarebbe direttore scientifico.

      … basta dare spazio alla fuffa, apparentemente con la complicita’ del comune di Urbino e della sua universita’, che in questo modo non ci avrebbero fatto una bella figura: non si potrebbe chiedere una smentita da questi?

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      • rokko

        Purtroppo credo che questi non perdano tempo a smentire un tizio qualsiasi.
        Comunque, ci sono seri indizi di fuffa:
        – pubblicazioni vere solo su argomento alghe
        – pubblicazioni su covid solo su facebook
        – tutta la teoria si basa sul fatto che il sars-cov2 non è mai stato isolato, teoria anche questa esposta su facebook, mentre ci sono migliaia di ricercatori di tutto il mondo che lo hanno isolato e documentato su riviste scientifiche. Pensa, tutti millantatori e lui l’unico “buono”
        Fuffa. Alla fine, lui deve vendere i suoi prodotti, e l’universo dei no vax / no covid / no tutto è ben popolato di gonzi potenzialmente paganti per lasciarselo sfuggire.

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        • Paolo

          Non avete argomenti, quindi denigrate il prof. Scoglio che sarà un venditore di “fuffa”, ma afferma delle cose che COME MINIMO sono affidabili quanto ciò che sostenete voi o il Gerdol di turno… Entrate nel merito. Se il virus non è stato mai isolato PER INTERO, ma se ne conoscono solo dei frammenti, come si può parlare di tamponi, di “sierologici”, di vaccino, di contagiati, ecc ecc.

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  • Andrea

    Grazie e complimenti a voi per questi ottimi articoli !

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  • Carmine

    Paolo, puoi partire dal link di sotto per trovare tutti gli argomenti che secondo te non ci sarebbero per giudicare fuffa cio‘ che Scoglio confeziona (se questa volta il commento passa):
    https://virologydownunder.com/sigh-yes-the-covid-virus-is-real/

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  • Marco

    Salve.
    L’articolo sembra preciso e accurato, come tutti i lavori dei Fact-checkers, del resto è il vostro mestiere e venite pagati per questo.
    Tuttavia, noto che parlate accuratamente di fatti scientifici e medici, ma nessuno di voi lo è, per cui, per quanto mi concerne, potete scrivere ciò che volete, ma siete e rimarrete dei NON esperti del campo e dunque per definizione poco credibili.
    Ciò che raccontate rappresenta un modello ideale, di riferimento, un puro fatto informativo, ma quanto funziona e avviene nella pratica si dimostra quasi in tutti i casi molto diverso.
    Mi affido piuttosto a scienziati, medici ed esperti rinomati che giornalmente e da anni lavorano nel campo.
    Per cortesia non rimandate ad altri articoli che avete scritto, perché vale sempre quanto sopra affermanto.
    Cordiali saluti e alla prossima notizia smentita.

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    • Thomas

      Grazie Marco, hai proprio ragione

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  • Patrizio

    No scusate, ma siete voi a fare disinformazione. Mullis dice che la PCR ha utilità di rilevamento della qualità di un genoma e non della sua quantità, ecco perché aumentare i cicli di amplificazione è disfunzionale alla causa di diagnosi di Sars-Cov-2, come del resto sostiene esattamente Scoglio. La pcr è funzionale SOLO alla causa di ricerca e non di diagnosi.

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  • Giovanna Bonariva

    Buongiorno, vi ringrazio per questa spiegazione riguardo alla quale Vi sarei grata se poteste chiarirmi perché l’inventore della PCR, Mullis, purtroppo deceduto di leucemia nel 2019, raccomandava in un suo video di usare la PCR solo per la ricerca, non per la diagnosi, in quanto in grado di trovare tutto ciò.che si cerca. Grazie
    tante!

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    • Facta

      Buongiorno Giovanna,
      Noi ne abbiamo parlato in QUESTO ARTICOLO (una verifica di una dichiarazione attribibuita a Mullis).

      Per approfondire l’argomento, ti consiglio la lettura di QUESTO ARTICOLO.

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  • Angelo

    Come spiegate allora che i test in commercio non distinguono il covid dalla comune influenza? Come giustificate che non si cerchino più contemporaneamente i 3 geni ma è sufficiente uno solo? Visto che il virus non è stato isolato sarebbe più sensato rendere la ricerca con primer di sequenze nucleotidiche ipotizzate la più accurata possibile. Perché non smentite anche la possibilità evidenziata da Scoglio che il test possa intercettare vescicole cellulari, in tutto e per tutto simili a virus, come gli esosomi? Altro che pipistrelli.

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  • Claudia

    https://www.dossierduepuntouno.it/stefano-scoglio-il-dott-delle-alghe/
    Ecco chi è davvero “l’illusionista” Stefano Scoglio!

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  • Claudia

    Bella disamina!!!
    E vi segnalo anche questo articolo dove si evince bene come il dott. Scoglio sia un illusionista, per così dire, che sta confondendo i dati irrefutabili delle ricerche scientifiche senza avere titoli che possano supportare le sue conoscenze.
    https://www.dossierduepuntouno.it/stefano-scoglio-il-dott-delle-alghe/

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