No, i vaccini anti-Covid non «danneggiano sempre il cuore» - Facta
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No, i vaccini anti-Covid non «danneggiano sempre il cuore»

Il 5 ottobre 2023 la redazione di Facta ha ricevuto una segnalazione via WhatsApp che chiedeva di verificare un articolo intitolato “Allarme: i vaccini danneggiano sempre il cuore” e pubblicato il 3 ottobre 2023 sul blog il Simplicissimus. Secondo l’articolo, alcuni «test radiologici» avrebbero rilevato «danni cardiaci in tutte le persone vaccinate» contro la Covid-19. 

L’articolo cita un paper scientifico intitolato “Assessment of Myocardial 18F-FDG Uptake at PET/CT in Asymptomatic Sars-CoV-2–vaccinated and Nonvaccinated Patients” (in italiano, “Valutazione dell’assorbimento miocardico di 18F-FDG tramite PET/CT in pazienti asintomatici vaccinati e non vaccinati contro il Sars-CoV-2”) pubblicato il 19 settembre 2023 sulla rivista scientifica Radiology. Secondo quanto riportato da il Simplicissimus, lo studio avrebbe scoperto che i pazienti  asintomatici che hanno ricevuto la seconda vaccinazione hanno mostrato «una funzione cardiaca anomala». 

Si tratta di un contenuto presentato in maniera fuorviante, che veicola una notizia infondata.

Innanzitutto, precisiamo che la miocardite è una condizione medica in cui la persona colpita soffre di un’infiammazione dei tessuti muscolari cardiaci (miocardio). Le cause di questa malattia di solito sono riconducibili a infezioni virali, quindi a virus che danneggiano il tessuto cardiaco, ma sono associate anche all’azione delle cellule del sistema immunitario, ovvero la funzione del sistema di difesa dell’organismo che individua l’infezione e distrugge le cellule contenenti il virus per prevenirne la diffusione. 

Nello studio citato nell’articolo oggetto della nostra analisi sono stati presi in esame circa 1000 pazienti di sesso misto dell’età media di 53 anni. I soggetti erano suddivisi in 700 pazienti vaccinati contro il virus Sars-CoV-2 (di cui 543 con il vaccino Pfizer, 147 con Moderna, 1 con Astrazeneca e 9 con vaccini di altre case farmaceutiche non specificate) e 303 pazienti non vaccinati. In seguito, questi 1000 pazienti sono stati sottoposti a una analisi del tessuto miocardico tramite l’indagine PET/CT 18F-FDG. Si tratta di una pratica non invasiva che permette di valutare l’assorbimento miocardico di fluoro 18 fluorodeossiglucosio (FDG) su immagini PET/CT (tomografia computerizzata), ovvero viene fatta una radiografia del tessuto cardiaco con un elemento debolmente radioattivo come il fluoro 18. Un maggior assorbimento di 18F-FDG secondo i ricercatori è associato a un danno del tessuto cardiaco, e ciò è stato riscontrato in tutti i soggetti vaccinati presi in esame. 

Lo studio citato nell’articolo de il Simplicissimus è dunque reale e riporta l’informazione reale secondo cui è stato riscontrato un «danno cardiaco in tutti i vaccinati» presi in esame dallo studio. Nel paper, però, viene specificato che ci sono diverse limitazioni nel metodo di indagine: gli stessi autori specificano che è stato considerato un gruppo di pazienti di un solo ospedale e che non essendo un gruppo di indagine molto numeroso ciò potrebbe aver falsato le conclusioni dello studio. Inoltre, spiegano sempre ricercatori, alcuni di questi pazienti erano diabetici, una condizione medica che si caratterizza per valori molto alti di zucchero nel sangue, e questo potrebbe aver reso difficile l’assorbimento di 18F-FDG (anch’esso uno zucchero) a livello del tessuto cardiaco, dando un risultato errato. Infine, gli stessi ricercatori chiariscono che l’analisi PET/CT 18F-FDG non viene generalmente utilizzata come metodo di indagine della miocardite, dato che per questo tipo di indagine questa prova è soggetta a imprecisioni. Infatti, secondo i ricercatori saranno necessari nuovi studi per confermare i risultati ottenuti dalla loro ricerca. 

A questo proposito, una recente review, ovvero uno studio che seleziona, valuta e riassume altri studi clinici, pubblicata il 4 agosto 2023 sulla rivista scientifica Hellenic Journal of Nuclear Medicine intitolata “Diagnostic performance of PET 18F-FDG or PET/CT for detection of myocarditis” (in italiano, “Prestazioni diagnostiche della PET 18 F-FDG o della PET/CT per il rilevamento della miocardite”) ha dimostrato che l’utilizzo della tecnica di indagine PET/CT 18 F-FDG non è specifica per diagnosticare la miocardite nei tessuti cardiaci, quindi i risultati devono essere valutati con molta attenzione prima di fare una diagnosi. 

Infine, per quanto riguarda il rapporto tra miocarditi e vaccini anti-Covid, diverse agenzie pubbliche sanitarie, come l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) e i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) statunitensi, scrivono che dopo la vaccinazione anti-Covid a mRNA i casi osservati di miocardite sono generalmente molto rari e lievi. Inoltre, le stesse agenzie avvertono che anche il Sars-CoV-2, il virus che causa la Covid-19, è un fattore di rischio per miocardite e pericardite e che alcuni studi suggeriscono che comporta un rischio sostanzialmente maggiore di ricovero o morte rispetto ai casi osservati dopo la somministrazione dei vaccini. Posizione ribadita anche dalla Coalizione internazionale delle autorità regolatorie dei farmaci (Icmra). 

In passato su Facta ci siamo occupati del tema della miocardite che risulta essere molto diffuso nelle tesi complottistiche infondate contro i vaccini anti-Covid. 

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