Non è vero che i tamponi molecolari rintracciano il «comune raffreddore» e non la Covid-19 - Facta
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Non è vero che i tamponi molecolari rintracciano il «comune raffreddore» e non la Covid-19

Il 3 agosto 2021 la redazione di Facta ha ricevuto via WhatsApp la richiesta di verificare un articolo, pubblicato il 30 luglio 2021 dal sito Natural News e intitolato “I Cdc e l’Fda hanno falsificato il protocollo di test del ‘covid’ usando cellule umane mescolate a frammenti del virus del raffreddore… I test Pcr rintracciano semplicemente il comune raffreddore”. 

Si tratta di una notizia falsa. Andiamo con ordine.

Innanzitutto, ricordiamo che Natural News è stato definito da NewsGuard un sito che «viola gravemente standard di base di credibilità e trasparenza» e siti di fact-checking hanno ripetutamente contrassegnato i suoi articoli come falsi.

Veniamo al contenuto dell’articolo. Questo fa riferimento a un documento della Food and Drug Administration (Fda) statunitense pubblicato il 21 luglio 2021 e riguardante un kit per il test basato sulla tecnica Pcr (il cosiddetto tampone molecolare) per identificare il virus Sars-CoV-2. È lo stesso test di cui abbiamo parlato qui, sviluppato e distribuito dai Centers for Disease Control (Cdc) statunitensi a febbraio 2020, all’inizio della pandemia da Covid-19. 

Nel documento, come riporta l’articolo a noi segnalato, è scritto «Siccome non erano disponibili isolati quantificati del virus 2019-nCoV all’epoca in cui il test venne sviluppato [il kit] è stato testato con degli stock caratterizzati di Rna […] trascritto in vitro» all’interno di una soluzione di cellule, per imitare un campione clinico. Secondo l’articolo, questo sarebbe la prova che «non avevano virus covid per calibrare e sviluppare il test» e quindi avrebbero «mescolato un cocktail di cellule umane e frammenti di Rna da un virus del raffreddore comune, e poi l’hanno chiamato “covid”» perché, sempre secondo l’articolo, in realtà il virus causa della Covid-19 non sarebbe stato isolato.

In realtà questa è un’interpretazione del tutto errata del testo. Come avevamo spiegato in passato su Facta, il fatto che all’epoca non vi fossero campioni di riferimento quantificati con precisione non voleva dire che il virus Sars-CoV-2 (noto all’epoca come 2019-nCoV) non fosse stato ancora isolato, ma solo che mancavano isolati del virus di cui fosse nota con precisione la quantità di materiale genetico. Si preferiva quindi usare un Rna identico ma artificiale, più facile da ottenere in quantità precise. Questo Rna non deriva da «un virus del raffreddore comune» ma dal genoma del virus Sars-CoV-2 sequenziato a Wuhan il 14 gennaio 2020, come è possibile verificare direttamente usando il numero di accesso del database di sequenze genetiche GenBank, riportato dall’Fda e dall’articolo a noi segnalato. 

L’articolo inoltre prosegue affermando che, per i laboratori scientifici, «non esistono materiali di riferimento certificati» sul virus Sars-CoV-2 che permettono di calibrare e sviluppare test per il virus. Questa sarebbe un’altra presunta prova che il virus responsabile della Covid-19 non sarebbe stato isolato. È una affermazione falsa: esistono oggi numerosi materiali di riferimento per il virus Sars-CoV-2, certificati a livello nazionale e internazionale ad esempio dall’Unione europea, in Australia o negli Stati Uniti

Infine l’articolo ripete l’affermazione falsa secondo cui i test Pcr sarebbero stati ritirati  perché non in grado di distinguere Sars-CoV-2 e il virus influenzale: ce ne siamo occupati di recente su Facta.
In conclusione, l’articolo interpreta in modo errato un comunicato della Fda riguardante un kit per rintracciare il virus Sars-CoV-2 tramite Pcr, deducendo erroneamente che il virus Sars-CoV-2 non sarebbe stato isolato. Su Factaabbiamoraccontato più volte come il virus Sars-CoV-2 sia stato effettivamente isolato. Sulla sua esistenza e pericolosità oggi non sussistono dubbi nella comunità scientifica.

Photo credit: Iaea Imagebank , licenza CC-BY 2.0

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