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Sì, in Serbia ci sono davvero state delle manifestazioni dopo l’annuncio di un nuovo lockdown

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Lunedì 13 luglio la redazione di Facta ha ricevuto una segnalazione via WhatsApp che chiedeva di verificare le informazioni contenute in un articolo pubblicato l’11 luglio dal sito web Vox News (finito nella lista di «siti di misinformazione sul Coronavirus» di NewsGuard), dal titolo «Serbia, governo impone nuovo lockdown: folla assalta parlamento».

Il corpo dell’articolo non contiene alcuna informazione testuale, ma il link a un video, pubblicato l’8 luglio dall’account Twitter @RadioSavana (profilo non riconducibile a una radio, ma dedicato alla pubblicazione di video su fatti di cronaca che nella maggior parte dei casi coinvolgono stranieri) e ora non più disponibile.

La notizia contenuta nel titolo dell’articolo di Vox News è vera. 

Il riferimento è alle manifestazioni anti-governative esplose a Belgrado il 7 luglio 2020, dopo che il presidente Aleksandar Vučić aveva convocato una conferenza stampa per annunciare nuove misure restrittive per contenere una rinnovata ondata di contagi e decessi per il coronavirus. La situazione sanitaria in Serbia è infatti tornata negli ultimi giorni ad essere oltre i livelli di guardia, con 18mila casi confermati e 382 decessi (345 nuovi casi e 12 morti solo nelle ultime 24 ore).

Secondo quanto riferisce Reuters, le proteste sono giunte fino alle porte del Parlamento serbo dove ci sono stati degli scontri con la polizia che ha risposto utilizzando lacrimogeni (qui, qui e qui è possibile trovare testimonianze video degli scontri pubblicate su Twitter). 

Non esistono cifre ufficiali riguardo il numero di manifestanti coinvolti (Reuters parla di «diverse migliaia»), ma secondo uno dei leader dell’opposizione – Radomir Lazovic – la cui intervista alla tv serba N1 Television è stata riportata da Reuters – le proteste sarebbero nate spontaneamente attorno alle ore 22 del 7 luglio. 

Come ha poi riportato Ansa, le manifestazioni sono proseguite ininterrottamente fino a domenica 12 luglio e altre ancora se ne attendono per i prossimi giorni, dopo che la guida delle proteste è stata assunta dalle opposizioni di estrema destra che accusano il presidente Vučić di sfruttare la pandemia per instaurare un regime autocratico.


Dopo un primo lockdown (un coprifuoco notturno dalle ore 20 alle 5 del mattino, con divieto totale di lasciare le abitazioni per gli over 65) iniziato il 18 marzo e sospeso a fine maggio in vista delle elezioni che si sono svolte il 21 giugno – nonostante i casi fossero diminuiti, ma non in misura tale da giustificare il rilassamento del lockdown, secondo l’epidemiologo Zoran Radovanović, intervistato da Euronews – le direttive governative avevano previsto un nuovo coprifuoco per lo scorso fine settimana e il divieto di raduno con più di 5 persone. Le nuove misure sono state vanificate dal protrarsi delle manifestazioni.

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