No, l’Emilia-Romagna non sta pagando gli agricoltori per abbandonare i propri terreni - Facta
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No, l’Emilia-Romagna non sta pagando gli agricoltori per abbandonare i propri terreni

Il 2 gennaio 2024 la redazione di Facta ha ricevuto una segnalazione via WhatsApp che chiedeva di verificare un video pubblicato il 29 dicembre 2023 su Facebook. Il filmato è un servizio televisivo del 26 dicembre 2023 di Byoblu secondo cui la regione Emilia-Romagna avrebbe dato lo «stop alla produzione agricola». Più precisamente, per Byoblu dal 2024 «gli agricoltori saranno invitati ad abbandonare la professione e lasciare incolti i propri appezzamenti» grazie a un patto che prevede «20 anni di stop in cambio di 500, massimo 1500 euro all’anno per ogni ettaro non coltivato». L’obiettivo della Regione, si sente nel servizio, sarebbe di «lasciare tutto in mano alle multinazionali, importando dall’estero e impoverendo l’Italia». 

Lo stesso contenuto circola anche su TikTok.

Si tratta di un’informazione fuorviante, che veicola una notizia falsa.

Innanzitutto precisiamo che Byoblu è un canale televisivo classificato nel 2022 dalla società di contrasto alla disinformazione NewsGuard tra i 10 siti di disinformazione più influenti in Italia. In passato su Facta ci siamo occupati di varie notizie infondate fuorvianti diffuse dal canale televisivo.

Il piano della Regione Emilia-Romagna a cui si fa riferimento nel post in analisi è il bando denominato «Ritiro seminativi dalla produzione» e pubblicato il 4 dicembre 2023, con scadenza 15 marzo 2024. Il bando prevede un pagamento annuale a favore dei beneficiari che si impegnino volontariamente, per venti anni, al mantenimento e alla gestione sostenibile delle superfici agricole aziendali a seminativo ritirate dalla produzione, dunque che non vengono coltivate da tempo. Il bando prevede due azioni in questo senso: la prima rivolta ad ambienti per la fauna e la flora selvatiche, in particolare prati umidi e complessi macchia-radura, mentre la seconda ad ambienti con funzioni di collegamento paesaggistico ed ecologico, utili appunto a collegare due aree naturali tra loro per consentire la mobilità delle specie e l’interscambio genetico.

Tutte queste azioni, che rientrano all’interno della programmazione per lo sviluppo rurale della Politica agricola europea (PAC) 2023-2027, hanno lo scopo principale di promuovere la biodiversità, preservare gli habitat e i paesaggi, ma anche favorire lo sviluppo sostenibile e un’efficiente gestione delle risorse naturali come l’acqua, il suolo e l’aria e contribuire alla mitigazione del cambiamento climatico. 

L’Emilia-Romagna con questo bando, però, al contrario di quanto affermato da Byoblu non vuole spingere gli agricoltori a «lasciare incolti i propri appezzamenti», dal momento che si parla di «terreni non coltivati da decenni», «terreni marginali che altrimenti sarebbero improduttivi oppure a rischio di inondazioni perché in prossimità di fiumi o corsi d’acqua», come spiegato da Stefano Francia, presidente della sezione regionale della Confederazione italiana agricoltori (CIA). Su questo aspetto, la redazione di Facta sta aspettando una risposta dalla regione Emilia-Romagna.

Inoltre il bando non è rivolto a tutti gli agricoltori dell’Emilia-Romagna, ma può beneficiare delle risorse messe a disposizione – da 500 a 1.500 euro/ettaro/anno a seconda dell’azione – solo «chi ha già aderito alle Misure agro-ambientali di precedenti periodi di programmazione di sviluppo rurale», come si legge nel bando. Contattata da Facta, la Regione ha sottolineato che questi provvedimenti fanno riferimento a «impegni già presi nelle programmazioni precedenti – alcuni decenni fa – a copertura delle scelte fatte da poche imprese agricole che accanto alle produzioni tradizionali hanno deciso di realizzare piccoli boschetti o valli nelle zone di bassa pianura, un insieme di servizi di natura ambientale a beneficio di tutta la collettività».

La regione ha poi aggiunto che «la produzione lorda vendibile del comparto agricolo dell’Emilia Romagna ha un trend di forte crescita negli anni: abbiamo superato i 7 miliardi grazie al lavoro straordinario degli imprenditori agricoli, delle imprese agroalimentari, del supporto dato dalle associazioni delle imprese».

Quindi, la notizia per cui l’Emilia-Romagna avrebbe invitato gli agricoltori ad abbandonare le produzioni agricole, afferma infine la Regione, «è una vera e propria fake news».

Precisiamo che l’8 gennaio 2024 Byoblu ha pubblicato la risposta della Regione Emilia Romagna secondo cui «il sostegno verrà concesso a quelle aziende che sorgono su terreni che difficilmente potrebbero tornare produttivi se non tramite grossi investimenti».

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