Non è vero che il vaccino Pfizer avrà «efficacia pari a zero» perché «la percentuale di asintomatici è del 95 per cento» - Facta
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Non è vero che il vaccino Pfizer avrà «efficacia pari a zero» perché «la percentuale di asintomatici è del 95 per cento»

Mercoledì 11 novembre 2020 la redazione di Facta ha ricevuto una segnalazione via WhatsApp che chiedeva di verificare le informazioni contenute in un post pubblicato su Facebook il 10 novembre.

Il post oggetto della nostra verifica recita: «Ricapitolando … La Pzifer [sic] ha creato il vaccino stabile al 90% (PRATICAMENTE INFERIORE ALLA PERCENTUALE DI ASINTOMATICI CHE È DEL 95%, cioè efficacia pari a zero)! Nel frattempo, mesi fa, la Bill Gates foundation entra nella società della casa farmaceutica stessa, Bill Gates finanzia la campagna elettorale di Biden, Biden vince e, 24 ore dopo la proclamazione, l’annuncio del vaccino.

È un pianeta meraviglioso. CI VACCINERANNO PER AVERE LA STESSA PERCENTUALE DI ASINTOMATICI ATTUALI E LA STESSA DI MORTALITÀ DA COVD, in compenso avremo chissà quanti effetti collaterali da vaccino e, forse anche, altri morti dovuti ad esso!!

FANTASTICI!!! Praticamente efficace allo 0% visto che il 95%  è la percentuale di infetti asintomatici! Cioè ti fai o non ti fai il vaccino, hai il 95% di possibilità, se ti infetti, di esser un asintomatico!».

Si tratta di una notizia falsa.

Il riferimento è alla notizia del primo vaccino – sviluppato dalla casa farmaceutica Pfizer in collaborazione con la società di biotecnlogie BioNTech – che potrebbe essere, secondo dati ancora preliminari, in grado di prevenire efficacemente la Covid-19 nel 90 per cento dei casi. Come avevamo verificato in questo articolo, non è vero che la Bill and Melinda Gates Foundation ha acquisito quote di Pfizer e non è vero che i coniugi Gates avessero finanziato la campagna elettorale di Joe Biden.

Venendo all’affermazione principale contenuta nel post, è vero che un vaccino «stabile al 90 per cento» non avrà alcun effetto dal momento che «la percentuale di asintomatici è del 95 per cento?». No, vediamo perché.

Innanzitutto, non è vero che la percentuale di asintomatici è del 95 per cento. Come avevamo spiegato in questo articolo, secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità (che non fa distinzione tra pre-sintomatici e asintomatici) il 55,9 per cento dei pazienti positivi alla Covid-19 non presenta sintomi, percentuale in linea con quella registrata in Inghilterra.

Qualunque sia la percentuale di asintomatici, l’efficacia del vaccino di Pfizer non cambia. Come spiega su The Conversation la docente di immunologia virale dell’Università di Birmingham Zania Stamataki, un tasso di efficacia del 90 per cento per un vaccino significa che questo è stato in grado di prevenire la Covid-19 nel 90 per cento dei volontari coinvolti nel trial, se comparato con i risultati ottenuti nei volontari ai quali è stato somministrato un placebo. Si tratta di un dato molto alto, dal momento che la soglia fissata negli Stati Uniti per l’approvazione di un candidato vaccino è del 50 per cento.

Un vaccino con un tasso di efficacia al 90 per cento avvicinerebbe anche l’obiettivo dell’immunità di gregge indotta scientificamente, che secondo il Lancet potrebbe essere raggiunta immunizzando tra il 60 e il 90 per cento della popolazione.

Il post oggetto della nostra verifica parla anche di «effetti collaterali da vaccino» e «morti dovuti ad esso». Prima di essere approvato, un vaccino deve superare tre fasi di trial clinico, che oltre ad accertare l’efficacia del prodotto, ne verifica la sicurezza. Per questo, prima di essere approvato, il candidato vaccino di Pfizer e BioNTech dovrà raccogliere ulteriori dati circa la sicurezza del vaccino.

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