I decessi degli atleti non sono aumentati del 1.700 per cento per il vaccino anti-Covid - Facta
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I decessi degli atleti non sono aumentati del 1.700 per cento per il vaccino anti-Covid

Il 5 settembre 2022 la redazione di Facta ha ricevuto una segnalazione che chiedeva di verificare un articolo pubblicato il 30 luglio da Database Italia e intitolato: “Atleti e professionisti dello sport, decessi aumentati del 1700% dall’introduzione del vaccino covid”.

Secondo quanto riportato, un’indagine sulle statistiche ufficiali condotta dal sito web britannico The Exposé avrebbe rilevato che «il numero di atleti morti dall’inizio del 2021 è aumentato in modo esponenziale» rispetto al numero annuale di decessi di atleti ufficialmente registrati tra il 1966 e il 2004, in cui si sarebbero verificati 1.101 decessi improvvisi.

Nell’articolo si legge, inoltre, che tra gennaio 2021 e aprile 2022 «si sa che sono morti un numero totale di 673 atleti», quindi 428 in meno rispetto al numero registrato tra il 1966 e il 2004. La differenza starebbe nel fatto che «i 1.101 decessi si sono verificati in 39 anni, mentre 673 decessi recenti si sono verificati in 16 mesi».

Secondo l’articolo, i danni cardiovascolari sarebbero aumentati «vertiginosamente» dopo il secondo vaccino anti-Covid, aumentando il rischio di miocardite e provocando danni cardiaci «onnipresenti in tutta la popolazione vaccinata».

Si tratta di una notizia che riporta una serie di informazioni false. Andiamo con ordine.

Prima di tutto, è necessario precisare che l’articolo oggetto della nostra analisi è stato pubblicato per la prima volta in inglese il 30 luglio 2022 da The Exposé, sito britannico classificato da NewsGuard come «generalmente inaffidabile». Inoltre, Health Feedback, rete di scienziati che si occupa di distinguere fatti e finzione in ambito medico-sanitario, ha verificato diverse notizie pubblicate dal sito britannico, valutandole come false o fuorvianti.

Su Facta ci siamo occupati varie volte di casi di disinformazione pubblicati da The Exposé (qui, qui, qui e qui e qui).

Passiamo ora al contenuto dell’articolo. Secondo quanto riportato, tra il 1966 e il 2004 si sarebbero verificati 1.101 decessi improvvisi tra gli atleti, con una media di 2,35 morti al mese. Questi dati sono stati ricavati da una ricerca pubblicata nel 2006 sulla rivista scientifica European journal of cardiovascular prevention and rehabilitation e condotta da una serie di ricercatori dell’Università di Losanna, in Svizzera, e il Gruppo di lavoro sulla morte improvvisa negli atleti del Comitato Medico del Comitato olimpico internazionale (Ioc).

Come riportato nella sezione dedicata alla metodologia, lo studio si è concentrato sulle morti improvvise riportate solo nella letteratura scientifica tra il 1966 e il 2004, con l’obiettivo di condurre una meta-analisi per definire un protocollo di screening e prevenire le morti cardiache improvvise (Scd). La ricerca si è basata, quindi, su un campione e non riporta il numero reale delle morti improvvise nello sport nel periodo di tempo identificato.

Questo significa che la comparazione riportata nell’articolo non è valida, in quanto 1.101 non è il numero totale di decessi tra il 1966 e il 2004, ma una campionatura. 

Il numero di decessi gennaio-aprile riportato nell’articolo (673) non ha fonti ufficiali, ma si basa su una lista pubblicata su The Exposé. Esaminando i casi riportati, si può verificare che non si tratta solo di decessi, ma anche di malori che non hanno condotto alla morte. Ad esempio, Zak Hardaker, giocatore di rugby, ha avuto un attacco epilettico che non è stato fatale. Allo stesso modo, anche l’ex giocatore di football americano Kirk Herbstreit ha sofferto per un malore non letale. Entrambi questi atleti sono calcolati da The Exposé nella lista dei decessi. 

In più, in uno studio pubblicato nel 2021 dai Centers for disease control and prevention (Cdc) è stato precisato come non sia stato riscontrato un aumento del rischio di morte tra i soggetti vaccinati per la Covid-19.

Secondo la Sudden Arrhythmia Death Syndromes Foundation (Sads foundation), le morti cardiache improvvise derivano da problemi genetici che possono causare la morte in persone giovani e apparentemente sane. Inoltre, Michael J. Ackerman, professore di medicina, pediatria e farmacologia presso il Mayo Clinic College of Medicine, negli Stati Uniti, ha dichiarato ai colleghi di Politifact che non c’è un «singolo segnale» di aumento dei casi di sindrome della morte aritmica improvvisa (Sads) tra i pazienti che sono stati vaccinati. 

In un articolo pubblicato nel 2022 sul sito tctMD, risorsa online che diffonde notizie sul settore cardiovascolare, sono stati raccolti i pareri di diversi medici esperti di cardiologia, i quali hanno concordato nell’affermare che «non ci sono prove definitive che colleghino la vaccinazione Covid-19 a morti improvvise tra gli atleti». Inoltre, Eugene Chung, professore all’Università del Michigan ed esperto di cardiologia sportiva, ha ribadito questo concetto chiarendo che la comunità di cardiologi dello sport è affiatata e molti medici sono stati coinvolti negli ultimi studi sui problemi di cuore degli atleti «e in questi studi non sono stati confermati casi dovuti al vaccino».      

L’articolo oggetto della nostra analisi fa, inoltre, riferimento al fatto che i vaccini anti-Covid avrebbero aumentato «vertiginosamente» i danni cardiovascolari menzionando i casi di miocardite e morte cardiaca improvvisa (Scd).

Anche in questo caso si tratta di una notizia falsa.

Secondo quanto affermato dai Cdc, il vaccino anti-Covid ha causato di rado problemi cardiaci. Inoltre, la Myocarditis foundation e la Cleveland clinic, centri di ricerca americani, hanno precisato che la miocardite e la pericardite, infiammazioni che colpiscono il cuore, in generale sono rare, ma quando si verificano spesso sono causate da infezioni virali.

Jonathan A. Drezner, medico specializzato in cardiologia associata allo sport e caporedattore del British journal of sports medicine (Bjsm), ha spiegato al Washington Post che, secondo quanto riportato in due studi pubblicati sulla rivista scientifica Circulation, «il rischio di miocardite in seguito ai vaccini mRna è di circa 1 su 20.000», mentre il rischio di coinvolgimento cardiaco nei giovani atleti a causa dell’infezione da Covid-19 è di circa 1 su 200.

Infine, l’articolo in analisi fa riferimento alle notifiche di miocardite riportate al sistema di segnalazione degli eventi avversi del vaccino (Vaers), sostenendo che i tassi di miocarditi e pericarditi siano aumentati esponenzialmente dopo la vaccinazione anit-Covid. Come abbiamo spiegato in diverse occasioni su Facta (qui, qui, qui, qui e qui), il Vaccine Adverse Event Reporting System (Vaers) è un sistema di segnalazione passivo che non determina alcun nesso causale tra le segnalazioni registrate e l’effettivo evento avverso e/o decesso.

Ricordiamo che, seppur una falsa segnalazione al sistema può essere punita, ciò non ha impedito di inviare segnalazioni non corrispondenti al vero. Simili episodi si sono verificati già in passato (qui e qui). Per questi motivi non è possibile stabilire in base alle segnalazioni presenti su Vaers quanti casi di miocardite e pericardite si sono verificati in relazione alla somministrazione dei vaccini anti-Covid.

Non è la prima volta che vengono diffuse informazioni errate su atleti e vaccinazioni anti-Covid. Su Facta abbiamo approfondito l’argomento in questo articolo.

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