Notizie false a confronto: Putin vs Zelensky - Facta
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Notizie false a confronto: Putin vs Zelensky

di Camilla Vagnozzi

Di notizie false o fuorvianti sulla guerra ne abbiamo analizzate ormai diverse e abbiamo delineato alcuni filoni che hanno finora caratterizzato la disinformazione sul conflitto. 

Nelle ultime settimane molte notizie hanno riguardato direttamente due dei protagonisti del conflitto: il presidente russo Vladimir Putin e quello ucraino Volodymyr Zelensky. Nulla di cui stupirsi, dal momento che sono i massimi rappresentanti politici delle due nazioni in guerra. 

Ma al di là delle informazioni esatte, che cosa è stato detto invece di sbagliato su di loro? Scopriamo alcuni esempi di notizie che li hanno resi protagonisti di episodi di disinformazione e cerchiamo di capire perché a leader tra loro molto diversi corrisponde anche un diverso tipo di disinformazione. 

L’argomento di questo articolo è raccontato nell’episodio 8 di Veramente, il podcast di Facta.news. Clicca qui per ascoltarlo gratuitamente.

Putin vs Zelensky
Il presidente russo e quello ucraino sono due figure che, agli occhi del pubblico, appaiono tra loro molto diverse. 

Dal primo giorno del conflitto Vladimir Putin si presenta come un sovrano-guerriero impegnato a recuperare parte del proprio territorio. Serio, dal tono scandito e marziale nelle uscite pubbliche, Putin si è presentato al proprio pubblico in giacca e cravatta, con eleganti completi e costosissimi giubbotti. Il leader russo si è mostrato in televisione, ha partecipato a cerimonie pubbliche, ha fatto il suo ingresso in stadi e cattedrali. 

D’altra parte, Volodymyr Zelensky ha mostrato una comunicazione molto empatica (complice, forse, anche il suo stile molto casual e da “soldato semplice”, in maglietta a maniche corte) diventando ben presto un’icona mondiale. Le immagini che lo mostrano in mimetica riportano all’idea di un leader vicino al proprio popolo e pronto a difenderlo, come testimoniano anche le dichiarazioni e le immagini che lo mostrano in videoconferenza in messaggi alla propria nazione o con i principali leader di altri Paesi.

Sia Putin e Zelensky sono però stati, nonostante le differenze che li caratterizzano, protagonisti di notizie false. Dall’inizio del conflitto la redazione di Facta ne ha individuate (e analizzate) una ventina e, stando a quanto riportato dal database Ukraine Facts, si tratta di casi di disinformazione spesso diffusi anche all’estero. C’è però un importante aspetto da tenere in considerazione: nel caso del presidente russo le notizie false sembrano per lo più pensate per far applaudire le sue gesta, mentre nel caso del presidente ucraino per metterlo in cattiva luce. Vediamo meglio di che cosa si tratta, partendo da qualche esempio.

Le false notizie su Vladimir Putin
Dal 24 febbraio ad oggi a Putin sono state attribuite dichiarazioni che in realtà non trovano conferma né nelle fonti stampa né nei documenti o canali di comunicazione ufficiali del Cremlino. 

Non è ad esempio vero che il presidente russo ha indirizzato un appello ai “popoli di tutta la Terra” per screditare i leader democratici, come non è vero che ha spronato l’Italia ad uscire dall’Unione europea con la Russia pronta ad accoglierla. Non è nemmeno vero che Putin ha dichiarato di non accettare lezioni di democrazia da un Paese come il nostro, che avrebbe fatto un uso troppo esteso del green pass. Falso è anche sostenere che il giorno stesso in cui è iniziato il conflitto il presidente russo ha «vietato ai Rothschild» (nota famiglia di banchieri) di entrare nel Paese. Si trattava di una notizia totalmente infondata. 

Non sono mancate le immagini false: non è infatti reale l’opera erroneamente attribuita a Banksy in cui Putin si troverebbe di fronte ad un palloncino dei colori della bandiera ucraina con uno spillo in mano. Banksy avrebbe rappresentato il presidente russo esplodere al posto del palloncino e in molti sui social hanno pensato si trattasse di un’opera per supportare l’Ucraina. In realtà la scena del palloncino che esplode proviene da un video musicale del 2019. Nell’originale non compare Vladimir Putin (il profilo è stato modificato) e Banksy non c’entra nulla.

Le false notizie su Volodymyr Zelensky
Tra i filoni della disinformazione che hanno colpito il presidente ucraino e la propria famiglia c’è quello dei presunti legami o simpatie con nazismo e fascismo. 

Già nei primi giorni di marzo 2022 era diventata virale una fotografia che sembrava mostrare Zelensky con addosso una maglietta con una svastica e, pochi giorni dopo, in un’altra occasione il presidente ucraino era stato accusato di portare al petto il simbolo della croce di ferro nazista. In entrambi i casi, nulla di vero: la svastica era stata sovrapposta sulla maglietta donata al presidente in un momento successivo allo scatto e la croce sul petto di Zelensky era in realtà il simbolo delle forze armate di terra ucraine. 

Ma non solo: al centro di questo filone della disinformazione è finita anche la first lady ucraina, accusata di essere stata immortalata mentre faceva il saluto romano. La foto risale in realtà al 2 aprile 2006 e non ha nulla a che fare con l’Ucraina: è uno scatto che proviene da un raduno dell’estrema destra svoltosi a in Michigan, negli Stati Uniti, e non mostra la moglie del presidente ucraino.

È poi infondata la notizia che collegherebbe Zelensky al noto imprenditore e filantropo (spesso, suo malgrado, protagonista di teorie complottiste) George Soros, che secondo i più fantasiosi sarebbe addirittura suo cugino

Ma ci sono notizie false che accompagnano Zelensky da prima che diventasse presidente, prima tra tutte quella che riguarda il suo presunto consumo di cocaina. La falsa dipendenza di Zelensky è stata uno dei temi principali della campagna elettorale per le presidenziali del 2019, al punto che i due candidati (Zelensky e il presidente uscente Petro Poroshenko) decisero di sottoporsi spontaneamente a un test antidroga prima di un importante dibattito pubblico. Entrambi i candidati superarono il test con successo.  

Il falso incontro
Infine, c’è anche un caso di disinformazione che coinvolge direttamente entrambi i leader protagonisti di questo nostro articolo. Si tratta di un video che, stando a chi l’ha pubblicato, mostrerebbe un giovane Zelensky che scherza su Putin nel programma umoristico KVN (una specie di Giochi senza frontiere della comicità dei Paesi ex Urss), con Putin nel pubblico, che sorride e applaude.

In realtà, si tratta di un video modificato, risultato del montaggio di due diversi spezzoni del game show russo.

Il video che mostra in effetti un giovane Zelensky risale al 2002, quando il Presidente era un attore comico. Il secondo spezzone del filmato è invece tratto da una puntata di KVN del 2006 che vedeva il presidente russo Vladimir Putin tra gli ospiti in platea. Si tratta quindi di due filmati reali, ma che non sono stati registrati nello stesso momento. 

Disinformazione in positivo e disinformazione in negativo
Parlando di Putin, gli esempi di disinformazione che abbiamo fatto hanno una costante: pur trattandosi di notizie false, la diffusione aveva una finalità in qualche modo “positiva”, con l’intento di accrescere la popolarità del leader o di difenderne la linea politica (l’unica eccezione è il caso del palloncino). 

Le false notizie che, ad esempio, vedevano in Putin un leader anti-Ue o che lo dipingevano come un presidente critico verso l’utilizzo del green pass fatto dall’Italia si sono diffuse in un pubblico online disposto a leggere di buon occhio le (infondate) dichiarazioni. Si trattava infatti soprattutto di gruppi anti-Ue o anti-green pass che quindi vedevano nel leader russo colui che si era reso conto dei presunti svantaggi per l’Italia all’interno dell’Ue o dell’ipotesi di un’errata gestione della pandemia nel nostro Paese.

Con Zelensky invece la narrativa della disinformazione è opposta: al presidente ucraino viene riservato dalle notizie false un trattamento “in negativo”. Le notizie inventate sul suo conto vogliono minare la popolarità del leader o, peggio, colpire in modo estremamente negativo la sua persona (nel caso del consumo di droga) o la sua famiglia (nel caso della fotografie ai danni della moglie).

L’ultimo caso di disinformazione che abbiamo esaminato è un esempio perfetto della narrazione di cui stiamo parlando. In un unico video vengono messi a diretto contatto (ma in modo del tutto fuorviante) i due protagonisti del conflitto. 

Anche in questo caso però l’approccio della disinformazione nei confronti dei due leader è diverso: Zelensky è all’interno del filmato per far ridere (è un comico!) e per non essere preso sul serio. Putin, al contrario, è un ospite di rilievo in prima fila, capace di ridere di sé stesso, anche a battute che riguardano la sua persona e con quello che sarebbe poi diventato un suo avversario perfino in guerra.

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